40
Il paralogismo è un ragionamento fallace, ossia falso ma con apparenza di verità. Si distingue dal sofisma “in quanto non conterrebbe l’intento consapevole di ingannare argomentando”. Ebbene, volete un esempio di paralogismo illuminante? Mettere in fila gli errori recenti di alcuni portieri e trarre una conclusione unica e apparentemente logica del tipo: è colpa della moda della costruzione dal basso se tutti questi portieri sbagliano. È proprio vero che la madre dei preistorici è sempre incinta. Perché quando un portiere fa un errore deponiamo gli strumenti d’analisi e afferriamo subito la clava? Forse perché i portieri hanno la maglia diversa. Perché hanno i guanti, allora non possono avere anche i piedi o un cervello in grado di comprendere il gioco dei compagni e parteciparvi? Perché la porta alle loro spalle proietta su di loro l’ombra, l’ oscurità simbolica della caverna? È finito il tempo dei portieri col cervello a forma di guantone. Non provate a strumentalizzare Radu
Come tutti gli altri giocatori in campo, anche il portiere può sbagliare, questo è banale da dire. Meno banale è iniziare a sottolineare in quanti e quali modi può sbagliare quando ha il pallone tra i piedi. Non sbaglia perché gioca coi piedi; se sbaglia, sbaglia sempre in un modo particolare: è questo che aiuta a comprendere e a migliorare, non l’oscurantismo. Il compito che mi prefiggo è di recuperare dal pentolone in cui sono stati gettati i tre casi più caldi, quelli di Radu, Meret e Buffon, per osservarli separatamente, uno ad uno, e capire che sono eventi diversissimi fra loro, mondi che non si toccano quasi, per quanto siano stati falsamente e forzatamente ricondotti a un unico problema.  

RADU - Come nasce il clamoroso errore di Radu? Intanto da una rimessa laterale battuta nel primo terzo di campo. Di per sé non si tratta propriamente della situazione tipica della rimessa dal fondo a cui spesso ci si riferisce, e dove si pone sempre il problema di come avviare l’azione dal grado zero. La prima domanda da porsi in questo caso specifico è se Perisic stia facendo o meno una cosa saggia. È saggio  Perisic a battere la rimessa laterale direttamente al portiere da lì? Se prendiamo per dire, il parametro dell’angolazione, di sicuro il pallone che riceverà Radu non sarà  dei più semplici da gestire se pressato. E poi per arrivare questa palla dovrà essere veloce e rimbalzina. Non è un retropassaggio rasoterra comune. Dunque se considerassimo solo questi parametri ‘fisici’, potremmo facilmente arrivare alla seguente conclusione: Perisic non è stato saggio, ha messo in difficoltà il suo portiere (che tra l’altro non è mancino).



Ma il calcio è un gioco complesso e certi parametri alle volte possono passare in secondo piano rispetto ad altri concetti altrettanto o forse ancora più validi e pertinenti. Concetti più sistemici. Perisic ha un’intuizione estremamente logica e razionale, quindi sì, saggia. Individua nel portiere il miglior giocatore-link per uscire da una situazione di impasse qual è tipicamente una rimessa laterale. C’è densità estrema attorno alla palla, qual è la strada migliore per arrivare a D’Ambrosio e Darmian? Servirsi del portiere.



Il problema è che questa intuizione non cancella le difficoltà ‘fisiche’ che viaggiano assieme a quel pallone. Le dà per scontato nel 2022. Lo stesso Radu capisce la trasmissione del compagno (la trasmissione nel calcio, ossia il passaggio, non è mai solo una trasmissione di palla, è sempre trasmissione di un proposito). E in questo caso, guardate qua sotto, il proposito estremamente logico e condiviso giustamente da Perisic e Radu è fare arrivare il pallone a D’Ambrosio liberissimo. Non c’è soluzione più intelligente di quella che hanno preso in primis Perisic e in secondo luogo Radu. Che il pallone sia finito dentro anziché a D’Ambrosio non sposta nulla sul piano della logica e delle scelte. È solo un incidente-accidente. Un fatto riconducibile al puro caso, un guasto nella meccanica di calcio (magari correggibile analizzando il gesto tecnico). E dirò di più: forse di tutti i gol che ha subito l’Inter è il più pesante, ma per tipologia non è certo il più frequente, anzi. Allora perché farne il problema dei problemi teorici? Vedete l’apparenza di verità che torna fuori, il ragionamento fallace sottostante?



BUFFON- Il caso Buffon è diversissimo. Un altro mondo proprio. Non nasce da una rimessa laterale o dal fondo ma da una palla attiva che Oosterwolde gli gira dietro addirittura dalla linea di centrocampo. Pure l’angolazione è tutta un’altra, Buffon riceve una palla da posizione praticamente frontale rispetto a dove si trova lui.

L’angolo è proprio minimo, di conseguenza l’errore tecnico è più incomprensibile e perciò anche più comico. Buffon inoltre ha più possibilità di scelta sul corto rispetto a Radu. In zona palla c’è un provvisorio quattro contro uno. Inoltre la palla gli arriva più comoda, potrebbe anche controllarla di suola per gestire meglio la superiorità numerica provvisoria, volendo. Per quanto il gesto tecnico (o meglio, la papera) possa sembrare simile nella dinamica, in realtà tanti parametri sono non solo diversi ma proprio opposti. Per Radu calciare di prima e col piede debole era una necessità, per Buffon no. A Radu arrivava un palla veloce e rimbalzina, a Buffon una ormai spenta e strisciante. Insomma, bisogna entrare nel merito delle scelte precise dei portieri, non sparare a caso sulla costruzione dal basso.



MERET - Arriviamo infine a Meret, un caso purissimo stavolta di costruzione dal basso, dal grado zero: la rimessa dal fondo. Qui le difficoltà che il portiere può incontrare non riguardano minimamente il controllo “tecnico” del passaggio di un compagno, specialmente se il pallone gli viene consegnato subito da uno dei due centrali posizionati sugli spigoli dell’area piccola. Qui il portiere deve essere effettivamente un costruttore fra costruttori. Dunque dovrà attrarre pressione e saper leggere e premiare le superiorità numeriche che si creano.



A differenza di Radu e Buffon, Meret è mancino. Cosa notiamo attorno e davanti a lui? Forse il suo errore è causato anche da un contesto che non ha funzionato bene. Non è più la classica papera, questa. È l’eccessivo indugio che qui viene punito. Il principio dell’attrazione (per generare squilibri) che si inceppa. La pressione di Pinamonti sul portiere in realtà è ciò che si vuole creare, perché se notate ‘libera’ Rrahmani. Certo, servirebbe il gioco a parete coi due interni di centrocampo per arrivare a Rrahmani, ma tanto Fabian quanto Anguissa non soccorrono Meret. Se Meret la tiene, è anche perché Fabian e Anguissa sono ‘pigri’. Notate anche la pressione dell’Empoli sui due interni del Napoli. 



Meret a quel punto, vedendosi ignorato, la sposta appena indietro e sul sinistro, per prepararsi a calciare. Ma vedete che il lato dove si gira non ha superiorità numeriche. O lungo o morte, anche perché Fabian è ancora fermo. Il problema adesso è caricare e calciare. Caricare con Pinamonti addosso. Vedete Rrahmani ora com’è libero? È mancata una triangolazione. È una questione sistemica, di interazioni mancate. Parlare dei piedi o dei guantoni di un portiere è francamente riduttivo.



E ALLORA MAIGNAN? -  Adesso si dirà che l’Inter e il Napoli rischiano di perdere lo scudetto per questi errori di Radu e Meret. Niente di più fallace. Ricordate Maignan contro la Salernitana all’Arechi? Indugiando troppo attirò a sé Bonazzoli, Bonazzoli gli sradicò il pallone e… face una rabona assurda a porta vuota anziché tirare forte normalmente. Una deviazione di testa del rientrante Romagnoli tolse dallo specchio un gol già fatto.