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Cose che accadono una volta sola nella vita. Il ricordo resterà per sempre. Una sera a cena con Gianni Agnelli a villa Frescot, la sua dimora, insieme con Michel Platini, l’attore Lino Ventura, Franzo Grande Stevens ed Edoardo che era da poco tornato dagli Stati Uniti. Cibo frugale, ma champagne d’eccellenza. “Philipponnat” il preferito dall’Avvocato. Sarà stato l’effetto di quel vino a fare in modo che, a fine pasto, Agnelli si “sbottonasse” in maniera sorprendente. Disse: ”Se non fossi nato in questa famiglia probabilmente oggi sarei un marinaio oppure un artista di strada”.

L’unico a replicare fu Platini, a modo suo con una battuta: ”Già, e io come potrei permettermi di vivere da re?”. Sul volto del figlio si disegnò un sorriso di tenera meraviglia che, se l’Avvocato ne avesse colto il significato profondo, lo avrebbe interpretato nel modo giusto e ovvero come un lungo discorso mai detto. In buona sostanza quell’esternazione dimostrava che le cose non sono soltanto come sembrano e che anche in un uomo potente e votato al potere esistono lati umani e sensibili suggeriti dalla fantasia un poco anarchica.

Edoardo, del quale a novembre ricorrerà il ventesimo anniversario della sua tragica scomparsa, pagò un prezzo altissimo al suo desiderio di voler rappresentare la ”parte buona” di una Famiglia apparentemente acida e frigida rispetto alle pulsioni umane.
Nulla si disperde nell’aria. Può trascorrere molto tempo ma, prima o poi, c’è sempre qualcuno che raccoglie l’eredità lasciata da chi sembrò “sconfitto”, come Don Chisciotte nella sua battaglia contro i mulini a vento, e la rimette in gioco per vocazione innata. Nello specifico questo ruolo ”catartico” viene oggi interpretato da Lapo Elkann. Cioè da nuovo Lapo Elkann il quale da imprenditore si è trasformato in benefattore.

Tornato dall’India e dopo un viaggio in Tibet, il rampollo più “ingovernabile” della Famiglia ha deciso di ”spogliarsi” di tutto ciò che giudica superfluo e di dedicare il restante della sua esistenza terrena all’aiuto del prossimo che campa con difficoltà o con scimmie sulle spalle. Le giornate di Lapo, da qualche tempo, vengono dedicate esclusivamente alle donazioni o alla gestione dell’ultima Onlus da lui fondata che si occupa del recupero di giovani caduti nella trappola della tossico dipendenza. L’atto più recente è stato quello di vendere alcune delle preziose automobili da collezione per sostenere le strutture benefiche.

Alcuni sostengono che dietro la metamorfosi radicale di Lapo ci sia Joana Lemos, la nuova fidanzata più grande di lui di cinque anni, madre di due figli, ex campionessa di Rally e ora impegnata a tempo pieno in attività sociali, Certamente anche questo legame, che sembra finalmente solido, ha contribuito alla “conversione” di Lapo Elkann. Avere un certo tipo di donna al proprio fianco può fare miracoli. Di fatto, comunque, non basterebbe se nel nipote di Edoardo non vi fosse stato silente il seme di quella sana diversità che lo zio difese fino all’ultimo e che una sera a cena spinse l’Avvocato a fare una confessione inimmaginabile.