Il matrimonio tra Diego Laxalt e lo Zenit San Pietroburgo è vicino alla fumata bianca. Nonostante il passaggio attraverso diversi pertugi difficilmente comprensibili all'esterno. La trattativa che dovrebbe portare l'uruguaiano del Genoa in Russia era iniziata nei primi giorni di luglio. Attraverso un legale intermediario era stato aperto il canale con il direttore sportivo dell'epoca dello Zenit, Oreste Cinquini. Dopo alcuni confronti tra lui e l'omologo genoano Giorgio Perinetti, si è arrivato a definire l'affare sulla base di una cessione per 10 milioni di euro più 2 di bonus limando così l'iniziale richiesta del presidente Enrico Preziosi fissata a 15. 

COSTI PIU' ALTI, MA...- La trattativa ha subito un fisiologico rallentamento nei giorni dell'insediamento a direttore sportivo dello Zenit di Javier Ribalta. L'ex capo scout di diversi club tra cui Juventus e Manchester United ha sostituito Cinquini (rimasto comunque nell'organigramma del club russo) e dopo alcuni giorni necessari a calibrare l'atterraggio nella nuova mansione, ha preso in mano direttamente l'operazione Laxalt ricominciando la trattativa da zero con Preziosi. Ecco il pertugio da cui Laxalt dovrebbe uscire. Perché nel riannodare i fili dell'affare, la cifra da 10+2 è lievitata fino a 18+2. I vertici dello Zenit sono alla finestra in queste ore per capire il motivo dell'innalzamento della cifra di un affare che fino a pochi giorni fa sembrava destinato a concludersi su livelli più bassi. Il giocatore resta comunque una priorità, c'è la volontà di trovare un accordo in tempi rapidi e chiudere l'affare. Poche ore e, probabilmente, Laxalt sara a San Pietroburgo. Ma a che cifre? 

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