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Schietto e diretto, con un occhio sempre puntato sui movimenti dei suoi giocatori. Massimiliano Farris, il vice di Simone Inzaghi che domenica guiderà la Lazio contro il Verona, è il vero tattico dello staff biancoceleste. Schemi e intuizioni che ha imparato osservando Maurizio Sarri, suo allenatore ai tempi della Sangiovannese in Serie C. Era l'anno 2004/05, e come racconta il Corriere dello Sport Farris era il capitano e tiratore della squadra. La fascia era sempre intorno al suo braccio, quando c'era un angolo o una punizione sul pallone c'era lui. Quell'anno iniziò la passione per fare la panchina, e con una frase diretta all'Atalanta entrò nel cuore di tutti i tifosi della Lazio: "Si vede che non hanno ancora dimenticato la Coppa Italia, in bella mostra nella bacheca di Formello".

INCROCI - Ex terzino, Farris non è certo uno che le manda a dire. Lavora con Inzaghi dai tempi della Primavera, i due si sono conosciuti durante le finali scudetto nel 2015 e nel giro di due mesi diventò il suo vice. Figura importante all'interno nello spogliatoio e soprattutto nel dialogo con i giocatori, nel 1996/97 giocò nel Fiorenzuola insieme a Luca Toni e a Stefano Pioli, che stava chiudendo la carriera da calciatore. Cresciuto nella Pro Vercelli, debuttò in Serie A con il Torino nel 1988/89, quando tra i pali granata c'era Luca Marchegiani, futuro portiere biancoceleste. Domenica sulla panchina della Lazio ci sarà lui, Massimiliano Farris da Milano ma viterbese d'adozione, innamorato della panchina grazie a Maurizio Sarri.