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La Lazio non vince la sfida decisiva e ora deve sperare che il Vaslui non conquisti tre punti a Zurigo nell'ultimo turno del girone per acciuffare, in extremis, la qualificazione. Una prova deludente, ravvivata solo un po' nel finale, che conferma le grandi difficoltà della squadra nel segnare e nella precaria condizione di alcuni elementi importanti. Pareggio giusto e con pochi rimpianti. Chiamata a fare una partita da dentro o fuori, comincia bene la sfida nella gelida serata romena. Un avvio deciso che illude perché si spegne nell'unica vera occasione costruita nel primo tempo quando Klose, ben smarcato da Gonzalez, calcia addosso al portiere in uscita. Il Vaslui dimostra grande corsa, aggressività e accortezza tattica in quanto limita al massimo lo spazio a Hernanes, marcato a uomo e spesso raddoppiato in ogni settore del campo. Bloccato il brasiliano la squadra di Reja dovrebbe puntare sulle fasce, ma la situazione è complicata perché Konko attacca poco e male e Gonzalez riesce raramente a lanciarsi negli spazi. Sulla corsia di sinistra Lulic sbaglia una serie di palloni e Radu si vede solo in fase difensiva.

La scelta di preferire Cana e Ledesma si rivela sbagliata perché l'albanese, pur assicurando una maggiore fisicità, non riesce mai a impostare la manovra, ha piedi ruvidi, scarsa tecnica e poca iniziativa. E quando prova il tiro, meglio dimenticare. Lazio in sofferenza davanti alle ripartenze dei rumeni, attenti in difesa, pronti a rilanciare l'azione e sempre minacciosi con i calci piazzati affidati al sinistro morbido e preciso di Adailton, vecchia conoscenza del calcio italiano. Merito di Marchetti se la prima frazione si chiude senza danni per i colori biancocelesti. Il portiere è decisivo con due ottimi interventi: il primo su conclusione di Temwanjera, il secondo su una girata ravvicinata di Gladstone. Marchetti tiene in piedi la squadra e le possibilità di qualificazione, ma la prova della Lazio è al di sotto della aspettative. A deludere è anche l'elemento più atteso, Drjibil Cisse, che non riesce a mettere in campo le proprie qualità e non assicura a Klose il necessario supporto per creare pericoli alla porta del lituano Cerniauskas.

Nella ripresa il tema dell'incontro è lo stesso, con la Lazio che non riesce a prendere in mano la situazione. Il Vaslui si affida alla grinta e alla fisicità per sopperire al divario tecnico e tiene sempre a bada un avversario lento e prevedibile, che non alza mai i ritmi e che soffre la mancanza di Ledesma in mezzo al campo. Cisse continua a essere un fantasma: in ritardo sui palloni e poco reattivo finché Reja si decide a toglierlo per Rocchi. Brividi per Marchetti su una punizione di Adailton e quando l'arbitro annulla una rete di Temwanjera (fuorigioco). L'ingresso di Rocchi rivitalizza la squadra che diventa più incisiva e costruisce la migliore occasione per sbloccare il risultato. Bel guizzo di Klose sulla destra, passaggio per l'accorrente Sculli che anticipa il difensore ma calcia di poco alto sulla traversa. La formazione di Reja ci crede e, finalmente, dà il meglio di sé grazie alla classe e alla determinazione di Klose, l'unico che davvero mette in difficoltà i difensori rumeni. L'ultimo quarto d’ora è il periodo migliore, con la Lazio protesa alla caccia del successo e il Vaslui tutto arroccato a difesa del pareggio. Finale arrembante dei biancocelesti che ci mettono più determinazione e forza e Rocchi sfiora la rete con una bella girata di destro che si perde di poco a lato, poi il capitano viene rimpallato da un difensore. Dall'altra parte è ancora pericoloso Temwanjera che spaventa Marchetti con un colpo di testa. A tre dalla fine Reja gioca anche la carta Kozak, Sculli non approfitta di un'avventata uscita del portiere, alzando il pallonetto, e Rocchi non sfrutta l'ultima chance al 93'.

(Il Messaggero)