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Giuseppe Biava si congeda definitivamente dai tifosi biancocelesti rilasciando una lunga intervista a Lazio Style Radio. 'Quella di andarmene è una decisione che avevo maturato in questo anno, è stata sofferta ma dovevo farlo - ha spiegato il difensore -. Non si lascia facilmente una società così; dentro di me in questi mesi frullavano un sacco di cose, ma so che ho lasciato dei bei ricordi, così come la Lazio e i tifosi li hanno lasciati a me. Ho avuto la fortuna di avere la famiglia sempre al mio fianco in quasi tutte le esperienze. Poi però abbiamo scelto per mia figlia la scuola del mio paese, e io sono rimasto altri tre anni a Roma: avevo voglia di vedere mia moglie e mia figlia, anche se stavo molto bene professionalmente. Un momento che vorrei rivivere? Facile, è passato solo un anno... rimarrà sempre nel mio cuore (la vittoria della Coppa Italia, ndr). Quello è il mio unico trofeo, l'ho ottenuto contro la Roma e penso che il ricordo in tutti i laziali sia rimasto positivo. Il rimpianto più grande? Aver sfiorato due volte la Champions. Le accuse al reparto arretrato? Noi difensori abbiamo commesso errori, poi anche la squadra non ha saputo tenere bene. A nostra scusante c'è che prima giocavano sempre gli stessi quattro, mentre tra l'anno scorso e quest'anno non ci siamo mai riusciti. Prima avevamo un grosso affiatamento, penso sia questa una delle cause. Ora il club deve inserire qualche giocatore di esperienza dietro, e poi trovare una coppia affiatata come me e Dias. Iniziare subito forte, poi, aiuta nella stagione, perché ti conferisce morale. La situazione ambientale? Sicuramente non ha giovato alla squadra: è come quando due genitori litigano, chi che ne risente è sempre il figlio. Conoscendo sia i tifosi che il presidente dico che tutti e due amano la Lazio: Lotito è più freddo, ma vuole il bene della società. Può non piacere, ma è caparbio; vuole arrivare in alto, proprio come i tifosi. Sono fiducioso che le due parti troveranno una soluzione. Il mio futuro? In questo momento sono in attesa e speriamo che il mio procuratore trovi una soluzione vicino casa. Ho ancora voglia di giocare, nonostante l'età posso ancora dire la mia. Quando il fisico non reggerà più allenerò i ragazzini'.