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Sta assumendo tutti i contorni del giallo la vicenda di mercato che ha come protagonista Vedat Muriqi, l’attaccante di proprietà della Lazio reduce da un’ottima seconda metà di stagione in prestito al Maiorca (4 reti e 3 assist in 15 partite) e al centro ora di un vero e proprio contenzioso tra il club biancoceleste e il Bruges. La società campione del Belgio aveva raggiunto nei giorni scorsi un accordo per l’acquisto a titolo definitivo - per 11 milioni di euro - del nazionale kosovaro, salvo poi fare una repentina marcia indietro a causa dell’esito delle visite mediche a cui era stato sottoposto il calciatore.

LA LAZIO NON CI STA - Una motivazione che ha prima insospettito e poi mandato su tutte le furie la Lazio, pronta a rivolgersi alla Fifa per far valere le proprie ragioni, dimostrando il buon stato di salute dell’attaccante, e per dimostrare che quello del Bruges è stato il più classico dei ripensamenti, a carte già firmate secondo quanto fanno sapere dal club di Claudio Lotito. Per tutelarsi, la Lazio ha sottoposto in giornata Muriqi a nuovi controlli medici per accertare l’inesistenza di complicazioni di natura fisica e dunque la non sussistenza delle motivazioni presentate dalla controparte.
CHE INTOPPO - Il giocatore è atteso ora in Belgio per completare l’iter del suo passaggio al Bruges ma, nel caso in cui quest’ultimo si impuntasse sull’impossibilità di chiudere l’affare, i legali della Lazio sono pronti a passare all’attacco e a denunciare il comportamento dei nerazzurri davanti alla Fifa. Un vero e proprio giallo, ma anche un ulteriore intoppo per il mercato della Lazio che, dopo essersi resa protagonista di un’importante accelerazione nei giorni scorsi per chiudere le operazioni Gila, Casale, Romagnoli e Maximiano, ha bisogno ora di fare cassa e la questione Muriqi rientra tra le priorità più stringenti del ds Tare.