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Si è ripreso la Lazio, ha scavalcato Lulic, ha ribaltato in un attimo le gerarchie. Sorride la difesa: zero gol in quattro partite con lui in campo, numeri importanti, non casuali. Prima il Panathinaikos, poi Juventus e Tottenham, martedì l'Udinese, con Stefan non si passa. Ha trasmesso tranquillità e sicurezza a tutta la retroguardia, gioca esterno, ma è migliorato tantissimo, diagonali perfette, difende e riparte. Contro la Roma l'unica rete subita: Radu entrò negli ultimi dieci minuti, ma il gol di Pjanic fu causato da un errore di Marchetti. È tornato alla grande, è più forte di tutto, ha vissuto un incubo, s'è forgiato nel dolore. Ha perso il padre, ha sofferto molto, si è rialzato da solo: 'Mio padre è morto per sostenere la mia famiglia, non per parlare. E mi ha insegnato che il mio dovere è giocare per mantenere i miei cari, senza fiatare', tuonò in un'intervista. Vive per questo, è diventato un motto, è maturato e cresciuto nel tempo.

Petkovic ha sempre creduto in lui, lo ha aspettato nel momento più difficile, aveva ragione. Radu adesso è insostituibile, è un valore aggiunto, il suo recupero permette a Lulic di tornare nel ruolo di sempre. Anche lui ne ha sentito la mancanza. Era una freccia l'anno scorso sulla fascia sinistra, il merito era di Stefan: con lui, dietro a proteggerlo, era tutto più facile. Il bosniaco poteva andare e affondare, tanto c'era Radu alle sue spalle pronto a pensare al resto (le sue diagonali difensive sono fondamentali per tutto il reparto arretrato biancoceleste). Tutto tornerà come prima, il romeno è il primo rinforzo della stagione, può giocare anche da centrale, è il suo ruolo naturale, in una difesa a 3 sarebbe l'ideale. Ma il 4-1-4-1 non si tocca e allora è pronto a fare il terzino, per lui non cambia molto, l'importante è giocare.

Ha riconquistato anche la Romania, lo davano per disperso, nemmeno lo convocavano più in Nazionale. Voci, polemiche e tante cattiverie, Radu è tornato in patria qualche settimana fa. È sceso in campo nella sfida contro il Belgio, ha disputato 20 minuti, è pronto a riprendersi il posto. Il futuro è a Roma. Ha rinnovato sino al 2016, diversi club europei (Chelsea, Barcellona e Bayern Monaco) lo cercano, ma per i tifosi ormai è un idolo. Sogna un grande traguardo: 'Un giorno vincerò la Champions con la Lazio', confessò un anno fa. Una promessa, ma intanto si gode il momento. Il romeno è tornato. Più forte di prima. Più forte di tutto.

(Il Tempo)