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Con un sospiro di sollievo la Lazio chiude l'avventura europea nella quale non ha mai creduto. Chiusura malinconica con la quarta sconfitta in un girone che nelle previsioni avrebbe dovuto dominare. Si è capito subito che la squadra di Inzaghi era scesa in campo solo per dovere di firma e che la presenza di alcuni pezzi da novanta (Immobile e Luis Alberto oltre a Lazzari) era stata forzata dalla mancanza di sostituti. Molle di fronte ad avversari decisi con le buone o le cattive a cogliere i 750.000 euro della loro prima vittoria, ben organizzati in un 4-4-2 didascalico, pressing alto efficace che ha mandato in bambola una difesa inguardabile persino in Acerbi e stoppato sul nascere iniziative appena accennate. Si batteva con ardore solo capitan Parolo, emulo del giapponese nella boscaglia che non aveva saputo che la guerra era da tempo finita. La dice lunga il punteggio, 11-2 per i francesi, delle occasioni create nel primo tempo.

Per chiarezza di tutti: per qualificarsi la Lazio avrebbe dovuto vincere sperando in un successo del Celtic (già promosso) a Cluj (cui bastava il pari), senza contare la possibilità di un biscotto che qualcuno ipotizzava già in forno. Incastri, comunque, più complicati di un cubo di Rubik. Vediamo di finirla il più presto possibile e senza danni, dunque. Tanto più che quei diavoletti francesi sprizzavano salute. Anche il giovane allenatore Julian Stephan, 38 anni, aveva messo in campo i suoi panchinari (il Rennes è quarto in classifica avendo vinto le ultime tre partite di Ligue 1, e domenica gioca a Lione), ma più talentuosi e vogliosi dei laziali, guidati dall'esperto Grenier che ricordiamo con la maglia giallorossa della Roma. Piedi buoni e grande velocità di Lea Siliki e soprattutto De Cunha, classe 2002, a centrocampo, inserimenti continui dei difensori, tanto che a infilare due volte la rete di Proto è stato il centrale Joris Gnagnon, ventiduenne statuario, alla mezz'ora sfruttando su corner un erroraccio di Acerbi e nel finale sprintando più rapido di tutti (ma non ci voleva molto) a cacciare in rete una respinta di Proto su tiro di Tait. Vedrete anche dalle pagelle che Proto è stato il migliore dei biancoazzurri, con un paio di interventi salva-gol senza colpa alcuna su quelli subìti. Salvo anche Bastos e in parte Parolo, poi buio pesto.

In uno slancio di generosa comprensione, non ho gettato l'occhio sulle cifre della ripresa, quando la forbice fra le occasioni del Rennes e quelle della Lazio sarebbe risultata probabilmente allargata. Dei biancoazzurri ricordo soltanto un gol pappato da Acerbi che senza pressioni ha mandato fuori un comodo colpo di testa su corner di Jony e un diagonale di Parolo da buona posizione finito in curva. Dobbiamo anche considerare che dopo quattro minuti del secondo tempo il vantaggio del Cluj ha tolto ogni grillo dalla testa di Inzaghi e dei suoi giocatori. E che la partita stava prendendo una brutta piega perché i francesi picchiavano come maniscalchi facendo serpeggiare un pericoloso nervosismo.

Quando nei primi minuti due colpi proibiti di Nyamsi e di Gnagnon ai danni di Immobile e Caicedo hanno acceso gli animi, e poco dopo si è accesa una rissa a centrocampo, Inzaghi ha pensato bene di togliere dalla mischia Luis Alberto (venuto a contatto fisico con il portiere Salim) prima e Immobile e dare spazio e gloria al giovane Luca Falbo, millennial della Primavera strappato alla Roma. Col pensiero, giustamente, a Cagliari. Dove rivedremo la Lazio vera dopo la controfigura mandata in campo a Rennes.

IL TABELLINO

Rennes-Lazio 2-0 (primo tempo 1-0)


Marcatori: 30' pt, 41' st Gnagnon

Rennes (4-4-2): Salin; Boey, Gnagnon, Nyamsi, Doumbia; Da Cunha (31' st Del Castillo), Grenier, Siliki (19' st Camavinga), Tait; Gboho, Siebatcheu (25' st Niang). All. Stephan

Lazio (3-5-2): Proto; Bastos, Vavro (19' st Falbo), Acerbi; Lazzari, Parolo, Cataldi, Luis Alberto (14' st Berisha), Jony; Caicedo, Immobile (22' st Adekanye). All. Inzaghi

Arbitro: Srdjan Jovanovic (SRB)

Ammoniti: 2' st Nyamsi (R), 12' st Luis Alberto (L), 12'st Salin (R), 39' st Jony (L), 44' st Cataldi (L)