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Obiettivo Europa. Mera utopia a Natale, traguardo vicino ora, dopo i primi due mesi del Reja-bis. La vittoria di Firenze ha rilanciato le ambizioni della Lazio: il sesto posto occupato da Parma (peraltro atteso il prossimo 2 aprile dal recupero della gara con la Roma) e Verona, ultimo buono per la qualificazione all’Europa League, è lontano solo due punti, mentre la quinta piazza dell’Inter dista tre lunghezze.

Miracoli di zio Edy, miracoli della nuova Lazio. Compatta, organizzata, magari non bella dal punto di vista estetico ma estremamente pratica. I numeri sono con Reja. In nove gare di campionato il tecnico friulano ha messo in cassaforte 18 punti, due a partita, una media da scudetto. Petkovic, per capirci - come riporta Il Tempo - aveva raccolto appena 17 punti in venti giornate, lasciando la Lazio a undici lunghezze dal quinto posto e appena sei punti sopra la zona retrocessione aperta dal Sassuolo, allora terzultimo e oggi fanalino di coda della serie A.

I segreti della rinascita biancoceleste sono evidenti. Se la produzione offensiva non è poi così migliorata (la media gol a partita è passata da 1,29 con Petkovic a 1,33 con Reja), l’organizzazione difensiva è tutt’altra cosa: da quando il tecnico friulano è tornato a Formello, la Lazio ha subito appena otto gol in nove gare di campionato (media 0.88 a partita), mentre nei primi quattro mesi Marchetti aveva incassato ben 26 reti in 17 giornate (media 1.53).

Da questi numeri nasce la nuova Lazio, sulla ritrovata stabilità difensiva Reja ha costruito anche l’importante vittoria del Franchi. Un successo «meritato», come sottolineato ieri anche dal presidente Claudio Lotito e nonostante le riflessioni fatte da Montella, confinato in tribuna domenica sera a causa della squalifica. 'È stata una delle nostre peggiori partite – ha ammesso il tecnico viola – ma abbiamo comunque creato delle occasioni e il pari sarebbe stato più giusto'.