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Non solo l'accusa postuma di essere capo di una banda di narcotrafficanti. Per Fabrizio Piscitelli, ora, ecco anche l'accusa di concorso in associazione mafiosa. Piscitelli, capo ultrà della Lazio meglio conosciuto come Diabolik, fu ucciso a Roma il 7 agosto scorso. Secondo quanto emerso dalle ordinanze di custodia cautelare all'interno dell'operazione 'Tom Hagen', Piscitelli avrebbe fatto da garante per portare la pax mafiosa a Ostia. L'accusa si riferisce a due anni fa, con Diabolik che avrebbe contribuito a raggiungere un accordo per stabilire la pace tra i clan di Ostia, il clan Spada e il gruppo criminale di Marco Esposito. Una missione messa in atto grazie all'avvocato Lucia Gargano, 35 anni, arrestata ieri mattina dalla Guardia di Finanza di Roma. Secondo i pm, Piscitelli e gli indagati "contribuivano concretamente, pur senza farne parte, alla conservazione e al consolidamento della capacità operativa dell’associazione mafiosa denominata clan Spada, operante sul territorio di Ostia".
I FATTI - L'episodio risale al dicembre 2017: in un ristorante di Grottaferrata, alle porte di Roma, ecco un incontro tra Casamonica (rappresentante degli Spada), Piscitelli (rappresentante del gruppo Esposito) e l'avvocato Gargano. Quest'ultima avrebbe svolto da mediatrice, portando il messaggio a Ottavia Spada, in carcere, la quale avrebbe dovuto aderire al patto. "Risolviamo questa cosa perché non conviene a nessuno... però poi devono fare i bravi davvero" le parole di Casamonica. La risposta di Piscitelli: "Bravo… sui miei ti metto tutte e due le mani sul fuoco. Ci mettiamo seduti un giorno… … Stiamo tra amici… Il sì deve essere sì e il no deve essere no".