Commenta per primo

L'atmosfera, il clima che si respira dentro lo stadio, è da film premio Oscar. O almeno da candidare. Perché gli umori dei tifosi della Lazio sono tutti da sondare, minuto dopo minuto, man mano che il tempo scorre. C'è la questione più importante, ancora aperta, che tiene sospesi gli animi di tutti: il nome del futuro allenatore della Lazio. E c’è anche quella secondaria, non meno sentita: di un terzo posto in classifica, da vivere in solitaria, o con la solita compagnia bianconera. E così, la partita scorre, con un occhio sul megaschermo che indica il risultato delle altre in campo, e un occhio al campo. Si parte con un grande striscione, che accoglie la squadra prima del riscaldamento pre-gara, esposto in curva Nord: Solo Reja. Nella querelle delle scorse ore, i tifosi della Lazio pare si siano schierati senza alcun dubbio: tutti con l'allenatore, e avanti così. Infatti, alla lettura delle formazioni, gli applausi scorrono lungo le mani dei presenti, quando viene fatto il suo nome, e un grande grido complessivo inneggia il suo nome. La conferma arriva anche dai cori, ad inizio secondo tempo, in cui il tecnico goriziano è sempre osannato.

Al contrario del presidente Lotito: per lui, solo contestazioni pesanti. Anche Candreva, per il suo dichiarato, e forse passato, tifo giallorosso, viene fischiato. Così come Behrami, ex biancoceleste, fischiato per non aver buttato il pallone fuori, al fallo di Cerci su Ledesma. L'altro ex-laziale, De Silvestri, non pare essere preso particolarmente di mira dai cori-contro: e alla fine del primo tempo va anche a salutare il suo amico, ed ex compagno di squadra, Diakité, con cui percorre tutto il campo fin quasi a sbagliare scalinata per scendere negli spogliatoi. Finisce la partita e anche il dirigente Tare viene contestato. Per il resto, tutti a casa con il sorriso.

(Gazzetta dello Sport - Edizione Roma)