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Genoa-Lazio 2-1
 
Strakosha 6,5: reattivo, al limite del miracoloso, su Rolon alla mezzora e su Sanabria poco dopo. Incolpevole sui gol di Sanabria e Criscito.

Patric 6: fatica parecchio a tenere a bada Kouamè che gli sguscia via spesso. In una retroguardia improvvisata riesce comunque a non commettere grossi errori.

Acerbi 6,5: scivola sull’occasione di Sanabria nel primo tempo. Per il resto non commette sbavature, comandando la difesa con ordine ed autorità. Con l’uscita di Radu si sposta sul centrosinistra e, non a caso, il Genoa riesce a portare maggiori pericoli.
 
S.Radu 6,5: vigila con assoluta tranquillità la sua zona di competenza non ballando mai di fronte ai passi di danza di Lazovic e Koaumè. Costretto al cambio dopo un colpo fortuito a metà ripresa.
(dal 27’ st Jordao 6: dentro per mancanza di alternative fa il suo esordio in Serie A provando soprattutto a non farsi sommergere all’emozione).
 
Lulic 7: moto perpetuo lungo la fascia sinistra e anima della formazione capitolina. Vedergli sbagliare una palla è un evento raro almeno come trovare un quadrifoglio sul prato verde sgualcito di Marassi.
 
Romulo 6,5: fresco ex dell’incontro prova due volte ad impensierire Radu prima di piede poi di testa. Dimostra ai suoi detrattori liguri di non essere affatto scoppiato correndo a perdifiato senza pagare lo sforzo in termini di lucidità. Inzaghi però lo sacrifica per primo.
(dal 19’ st Leiva 5: gioca con una caviglia malconcia e si vede. Oltretutto l’uscita di Radu lo costringe a ripiegare al centro della difesa dove ne combina una dietro l’altra. Su tutte l’involontario assist a Sanabria).
 
Badelj 7: da separato in casa a (quasi) salvatore della patria. Mente della mediana biancoceleste si trasforma in goleador poco prima del riposo trasformando in oro il lavoro di Immobile. Nel secondo tempo fa anche tremare la traversa. Tuttavia il suo contribuito più prezioso non è in fase realizzativa quanto in quello di costruzione della manovra. Professionista esemplare.
 
Cataldi 6: l’emorragia di centrocampisti di cui soffre la Lazio costringe Inzaghi a ripescarlo dal dimenticatoio. Lui, altro ex rossoblù, risponde presente disputando una gara onesta e senza fronzoli.

Marusic 6: cercato ad intermittenza dai compagni non riesce mai ad accendersi del tutto. Meglio in affondo che in copertura.
 
Correa 5: cerca sempre il numero ad effetto che però non gli riesce mai, facendo fare spesso bella figura a Biraschi. Pericoloso solo ad inizio ripresa quando il suo tiro costringe Radu alla paratona.
 
Immobile 6,5: Inzaghi lo recupera in extremis nonostante la sua condizione non sia delle migliori. Nel suo vecchio stadio dove spesso è riuscito a far male agli avversari questa volta non segna ma riesce ad essere comunque decisivo servendo un assist al bacio a Badelj.
(dal 10’ st Caicedo 5: quasi un intero tempo in campo senza praticamente vedere mai lo straccio di un pallone. Dovrebbe contriubuire ad alzare il baricentro della squadra ma non ci riesce. Meglio Immobile zoppo che lui sano).
 
All. S. Inzaghi 5: la sua Lazio incerottata regge bene per circa un'ora, trovando il vantaggio e sfiorando il raddoppio, per poi crollare inevitabilmente a lungo andare. Lui però ci mette del suo, togliendo Romulo, il più dinamico della sua linea mediana, per inserire un Leiva impresentabile. Errore ancor più grave se si considera che con la panchina ridotta all'osso si brucia un cambio che risulta più dannoso che utile.