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Sampdoria-Lazio 3-0

Strakosha 6: la capocciata di Quagliarella si infila sotto l’incrocio, e non può proprio prenderla. Sul finire del primo tempo mette in angolo un cross insidioso di Augello, che si era trasformato in un tiro. Sugli sviluppi del corner, non arriva sul colpo di punta con il mancino dello stesso Augello, forse sorpreso anche dall’originalità del tentativo blucerchiato e dai tanti uomini che ha davanti. Incolpevole sul 3-0, strepitoso il doppio intervento su Damsgaard e Candreva.

Patric 5: fino al 75’ era il più positivo nella difesa biancoceleste, poi combina un pasticcio inspiegabile che regala il 3-0 alla Samp. Da lì in poi, sbanda continuamente.

Hoedt 4,5: si dimentica completamente di Quagliarella in occasione del primo gol doriano. Il centrale stringe verso Acerbi, in una zona di campo completamente priva di avversari, lasciando alle sue spalle addirittura due giocatori della Samp. Nella sua partita anche tante altre sbavature.

(dal 14’ s.t. Vavro 5,5: si livella al resto della prestazione difensiva della Lazio. Non sfrutta il suo fisico, anzi soffre la rapidità degli avversari che gli scappano via in continuazione).

Acerbi 5: difende il primo palo quando la Samp trova l’1-0, alle sue spalle c’è Hoedt che si dimentica Quagliarella ma il centrale olandese doveva vedersela con due avversari che si erano inseriti. Ciabatta fuori dall’area il cross che finisce sui piedi di Augello quando il Doria raddoppia. Oggi negativo persino lui.

Parolo 5: a destra la Lazio soffre terribilmente. La Samp attacca per tutta la prima frazione su quel versante e lui, adattato al ruolo, non ha il passo per tenere Jankto e Augello. Il primo gol blucerchiato nasce proprio così, Inzaghi lo toglie all’intervallo.

(dal 1’ s.t. Marusic 5: non spinge come in altre occasioni, soffre da quel versante e non apporta alcun contributo alla manovra).

Milinkovic-Savic 4,5: in ombra per gran parte del match. Thorsby lo francobolla e non gli lascia neppure il tempo per respirare, ma il serbo ci mette del suo sbagliando anche alcuni appoggi piuttosto semplici. Il primo acuto arriva al settantesimo, con un destro da fuori, l'unico spunto degno di nota in una gara da dimenticare.
Leiva 5: fa legna e poco altro. La regia è lacunosa, sbaglia i tempi e sembra pure più molle del solito.

(dal 31’ s.t. Cataldi s.v)

Luis Alberto 4,5: opaco e fumoso, a tratti indisponente. Nessuna iniziativa, pochi sprint, tanti possessi palla persi e poche idee. Spesso tenta ghirigori esagerati e inutili, che rallentano solo la manovra. 

Anderson 5: non aiuta quasi mai l’attacco, la Samp a sinistra offende meno ma offre comunque una prestazione piuttosto incolore. Non si spende in iniziative degne di nota.

(dal 1’ s.t. Fares 5,5: Inzaghi vuole dare vivacità con il classe ‘96 prelevato dalla Spal. Il suo ingresso però non varia il baricentro della linea mediana biancoceleste, anche se evidenzia alcuni spunti interessanti).

Correa 5,5: nella Lazio è tra i pochi a prendersi qualche responsabilità. Tenta di accendere la luce con i suoi dribbling nello stretto, ma è quasi sempre accerchiato dagli avversari e comunque poco assistito dai compagni. Cerca senza fortuna il gol nella ripresa, prima viene murato da Yoshida, poi un suo diagonale sibila alla destra di Audero senza indovinare l’angolino.

Caicedo 5: sfiora il palo alla sinistra di Audero con una bella girata in area. Si sbatte, ma ha pochi palloni giocabili e non riesce a crearsi lo spazio giusto.

(dal 14’ s.t. Muriqi 5,5: un suo bello scambio con Correa innesca l’argentino che però non trova l’angolino da buona posizione. Mezz'ora in cui non cambia il volto alla squadra.


All. Inzaghi 5: la Lazio crolla a Genova, e il mister non riesce ad apportare alcuna correzione in grado di incanalare la partita su altri binari. Il Doria resta in possesso della gara per tutti e novanta i minuti, i biancocelesti non creano nessuna occasione e in generale vengono schiacciati sul piano della corsa e dell'intensità dagli avversari. La Lazio è sempre in ritardo sulle seconde palle e sui contrasti, deve recuperare brillantezza e smalto al più presto. Anche le assenze giocano un ruolo importante.