45
Non era un derby da ultima spiaggia per la Lazio, ma poco ci mancava. Serviva una risposta importante per la corsa Champions e i biancocelesti l'hanno data: Roma annientata per 3-0. Prestazione perfetta. 

LE PAGELLE DI CM:

LAZIO

Reina 6,5: che la Lazio abbia trovato un portiere importante lo si vede quando sul 3-0 è determinante su un tiro ravvicinato di Dzeko nel finale. Il grande portiere è quello che sta sempre sull’attenti, anche a risultato acquisito.

Luiz Felipe 7: partita impeccabile per il difensore brasiliano. Sempre ordinato e il giallo che prende è un po’ esagerato da parte di Orsato. Al primo accenno di crampi Inzaghi lo cambia.
(Dal 69’ Patric 6: non rischia molto e fa il suo dovere).

Acerbi 7: altra partita da leader indiscusso per il Leone biancoceleste. Il confronto con Dzeko lo vince senza dubbio lui.

Radu 7: il veterano Radu non sbaglia nulla. Il suo 20esimo derby è una festa visto il 3-0. Il numero 26 non corre alcun tipo di pericolo.
(Dall’83’ Hoedt 6: nei pochi minuti in cui entra in campo tiene bene).

Lazzari 8: è lui l’uomo in più della Lazio. Semplicemente indomabile e immarcabile. Annulla Spinazzola ed è determinante in tutti e tre i gol della squadra biancoceleste. Motorino.

Milinkovic 6,5: il Sergente sembra sottotono solamente perché non fa una partita da 7 in pagella, ma è comunque determinante per i suoi.

Leiva 7: il brasiliano rispetta alla perfezione le indicazioni di Inzaghi. Si posiziona davanti alla difesa e ferma ogni azione della Roma. Compie almeno cinque recuperi determinanti.
(Dal 65’ Escalante 6: tanta sostanza da parte dell’ex Eibar).

Luis Alberto 8: se Lazzari è la causa scatenante dei tre gol della Lazio, il Mago ne è il protagonista principale. El Diez di prende la scena col suo destro fatato: doppietta e tutti a casa. Artista.

Marusic 6,5: solita partita ordinata per il montenegrino. Sull’out di sinistra il confronto con Karsdorp è abbastanza equilibrato.

Caicedo 6: non è il classico Caicedo che si fa trovare pronto. Il Panterone è poco brillante in entrambe le fasi, ma raggiunge comunque la sufficienza.
(Dal 65’ Akpa Akpro 6,5: ormai l’ivoriano è una certezza per Inzaghi. Appena entra il centrocampo della Lazio riacquista la linfa del primo tempo).

Immobile 7: la partita senza gol di Parma aveva fatto notizia e il bomber biancoceleste è subito tornato sulla retta via. Gol nel derby, il sesto da quanto è arrivato nella capitale, e da lì strada spianata per la sua Lazio. Una sentenza. (All’83’ Muriqi 6: fa poco, ma merita il voto per la gran prova corale della squadra).
All. Inzaghi 8: la sua squadra era al bivio. Con una vittoria la Lazio avrebbe potuto ancora ambire alla Champions, altrimenti sarebbe stata dura. Per questo motivo il tecnico piacentino per ogni giorno a Formello ha radunato i suoi calciatori a centrocampo per motivarli. La risposta si è vista: dominio assoluto e 3-0. Guida tecnica e spirituale della Sua Lazio. 

ROMA

Pau Lopez 6: assiste all’Ibanez Horror Show senza fiatare. Senza opporre resistenza e senza riscattare la paperona del derby dello scorso anno. Nel secondo tempo evita la goleada con interventi su Immobile e Milinkovic. 

Mancini 5: prova a congelare Immobile e nel confronto personale le cose non vanno nemmeno troppo male. E’ l’unico a mantenere una parvenza di lucidità in un primo tempo terrificante. 

Smalling 4: le condizioni fisiche non ottimali non bastano a giustificare i piedi sulla scrivania in occasione del doppio vantaggio laziale. Il britannico annuncia la momentanea Brexit non attuando il mutuo soccorso su Ibanez. 

Ibanez 3: in versione Cesar Gomez. Lo scivolone che permette a Immobile di segnare è uno di quegli incubi che fai nelle notti insonne prima del derby e che prosegue con il ritardo su Lazzari sul 2-0.  Per il brasiliano è amara realtà in una partita giocata a nervi troppo tesi. Sotto choc, e pure nella ripresa altri errori. 

Karsdorp 5: timido in fase di spinta e friabile in quella di copertura su un Marusic non irresistibile. L’olandese perde la leggerezza delle uscite fuori Regione.  

Veretout 4: lascia nel comodino aggressività e lucidità sbagliando linee di passaggio e mantenendo eccessiva distanza dai compagni. Gira per tutto il campo senza una meta.
(Dal 46' Pedro 5,5: prova a rimettere il pennello in mano alla Roma, ma l’esperimento fallisce)

Villar 5: Non avverte la pressione nonostante l’età e anzi va spesso a prendere l’acqua in fondo al pozzo per distribuirla ai compagni. Quando c’è da urlare grinta però pure lui fa scena muta.
(Dal 60' Cristante 5: stavolta il vento resta contro). 

Spinazzola 4: nella sfida in moto da Troppo Forte è quello che finisce per cadere nell’imbuto finale. Testa bassa, tanti errori e una lontana parvenza del Leonardo targato 2020 che aveva fatto sognare i tifosi romanisti.
(Dal 70' Peres 5: di palo in frasca). 

Pellegrini 4: unico romano in campo. Il peso è enorme sulle spalle del numero 7 che resta distante dall’area di pericolo e si intende male con Dzeko. Apatico.
(Dal 70' Mayoral s.v.). 

Mkhitaryan 5: prova a riattivare il contatore della luce ma il suo unico cerino non basta a trovare l’interruttore. Fa ammonire Milinkovic ed è tra i pochi a provare a scuotere la Roma. Nel secondo tempo sparisce pure lui. 

Dzeko 4: la leadership da capitano non c’è, i tiri in porta neppure. Non bastano un paio di sponde per meritarsi stipendio da fenomeno e un ruolo da protagonista nel derby. Ancora male. 

Fonseca 3: altro esame di laurea fallito dal portoghese che vede sgretolare di nuovo quelle certezze accumulate contro le piccole. La sua Roma nel primo tempo non impensierisce mai Reina e colleziona una serie di orrori individuali non da grande squadra. Mai sul pezzo, mai in partita. Pessima regia.