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Appena 5.000 i biglietti venduti per la gara di Europa League di questa sera, che vedrà Reja al suo esordio europeo e la Lazio impegnata nei sedicesimi di Europa League contro il Ludogorets. Ma tutto questo in uno stadio praticamente vuoto. Prevendita andata a rilento, con lo stadio Olimpico che si preannuncia deserto e sicuramente molto più silenzioso rispetto a come sarà domenica quando si alzerà invece il grido di protesta dei tifosi contro la gestione societaria del presidente Lotito. La testa, infatti, inutile sottolinearlo è già a Lazio-Sassuolo, l’appuntamento che la maggioranza dei tifosi biancocelesti sta aspettando per esternare tutto il proprio disappunto al motto di «Libera la Lazio», dal nome dell’iniziativa nata in modo spontaneo dalla gente laziale attraverso il passaparola su facebook ed i social network.
Il tifoso ha scelto. Continua di fatto la mobilitazione su internet, anche se al momento nonostante il boom iniziale, la corsa al biglietto delle prime ore sembra essersi arrestata e ieri la vendita era di 10.000 tagliandi, Curva Sud ancora chiusa. C’è ancora tempo, oggi è giovedì e ci sarà modo e maniera per convincere qualche indeciso, per provare ad arrivare a quei 50.000 spettatori , almeno stando alle previsioni. Proprio su facebook, cassa di risonanza per eccellenza degli umori del tifoso, continua in questi giorni il botta e risposta tra chi è favorevole e chi è contrario, con forum e discussioni più o meno accese. Ci si organizza per domenica, sottolineando come «l’unione fa la forza» e «Presente. Uniti si vince», c’è chi ha messo mano al portafoglio per aiutare qualche laziale in difficoltà con il biglietto, ma c’è anche chi esprime seppur tra qualche difficoltà, parere discordante riguardo la protesta e i motivi che la spingono.
Sul web - come riporta Il Tempo - non manca una buona dose di sano sfottò, utile anche a stemperare i toni, da parte dell’altra sponda del Tevere, che osserva e commenta modificando in tema giallorosso «T’ho alzato la Coppa in faccia», grido trionfalistico del 26 maggio laziale, che diventa, «Vi ho alzato il prezzo dei biglietti in faccia» e ancora «Ve contate come le pecore». C’è tempo ancora tre giorni per leggerne ancora di belle.