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La Roma riceve il “sì” del Comune alla pubblica utilità del progetto stadio. Una novità per una città cristallizzata da sempre intorno alla centralità dell’Olimpico, e incapace fino a oggi di trovare alternative. pensare che la prima a provarci era stata la Lazio di Lotito, che dal 2004 spera di poter dare alla luce lo Stadio delle Aquile: il progetto esiste da almeno dieci anni, fu prodotto da Ama Group e sarebbe dovuto sorgere sull’area della Tiberina, Ventotto ettari di terreno di proprietà della famiglia Mezzaroma. Troppi vincoli però su quei terreni (da parte di otto diversi ministeri), un’area a rischio esondazione — la piana è area alluvionale — nemmeno il nuovo assalto, nel 2009, da parte del numero uno del club ha prodotto esiti. Ora i biancocelesti si vedono superati dai rivali cittadini nella corsa all’impianto. Quando capiterà alla Lazio di avere una delibera del Comune per realizzare un impianto proprio? «Noi ora aspettiamo», spiega Claudio Lotito a, azionista di riferimento del club all'edizione romana de La Repubblica. Cosa aspetta, presidente? «Aspetto che facciano lo stadio della Roma…». Il tono sembra ironico. «No, che ironico…». Allora parliamo dello stadio della Roma. «Non rientra nel mio compito, anche perché ricoprendo un ruolo istituzionale non voglio esprimere giudizi». Cosa successe invece al progetto della Lazio, lo Stadio delle Aquile? È un progetto abortito? «Ma che abortito? Sta scherzando?». E allora che aspetta? «Io sono in attesa di vedere quello che succede in merito a altre valutazioni che faranno, poi nel momento in cui le faranno valuteremo». Si era parlato della possibilità di acquistare lo stadio Olimpico o il Flaminio. Le piace l’idea? «È un’ipotesi remota, perché l’Olimpico è del Coni. Il Flaminio? Non esiste, neanche la Federazione lo permetterebbe. Uno stadio per funzionare deve avere degli standard, sia in termini di equilibrio economico-finanziario per la realizzazione, che per la conduzione. Deve avere un ritorno economico, perché lo stadio non vale in termini economici della biglietteria, ma per tutto il ritorno che crea». Quindi cosa bisogna fare, creare una città intorno allo stadio? «Servono intanto molti requisiti infrastrutturali di parcheggi, viabilità, corsie di emergenza e tutta una serie di questioni che sono obbligatorie. E infatti sono curioso di vedere cosa succederà con lo stadio della Roma».