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In una lunga intervista a Repubblica, il presidente della Lazio Claudio Lotito prova a gettare acqua sul fuoco in vista del derby di Coppa Italia: 'La gente deve capire che non è la vita, ma un campo di calcio in cui si confrontano due realtà diverse che rappresentano in egual misura i cittadini di Roma. Sarà un evento trasmesso in tutto il mondo e quindi uno spettacolo che dovrà rappresentare l'emblema della Capitale d'Italia, che in passato è stata anche Capitale del mondo. A maggior ragione non si deve scadere in atteggiamenti che non hanno nulla a che vedere con lo sport. Per quanto ci riguarda abbiamo sempre messo in atto una serie di azioni volte a reprimere e prevenire certi fenomeni. La prevenzione è stata messa in atto attraverso un'azione capillare che la società svolge quotidianamente nelle scuole e negli ospedali, per sviluppare l'identità sportiva e non un atteggiamento di violazione di norme o sopraffazione dell'avversario. Al di là di tutto questo abbiamo messo in campo una lunga serie di azioni attraverso la nostra televisione, la radio - siamo l'unica squadra d'Italia ad averne una di proprietà - in cui ogni giorno promulghiamo i nostri valori. Poi c'è il mensile, in cui ci sono diversi editoriali del sottoscritto: nell'ultimo in particolare parlo del derby, di quello che deve rappresentare per le due tifoserie. Le azioni di prevenzione dunque non le stiamo mettendo in atto soltanto oggi, e di concerto con le istituzioni abbiamo messo in atto una repressione nei confronti di coloro che usano lo stadio come cassa di risonanza per assumere atteggiamenti in controtendenza e di sopraffazione nei confronti dei singoli individui. Puri atti di teppismo che vanno puniti con il codice penale'.

'Di concerto con la Lega e le istituzioni siamo mettendo in campo i singoli Fans Club di Lazio e Roma - rivela Lotito -. Più avanti scoprirete precisamente di cosa si tratta, ma vi posso anticipare che è più che altro un tentativo di ricreare ciò che succede nel rugby con il Terzo Tempo. Non si capisce perché certe cose non possano accadere anche nel calcio. Dobbiamo ridarci un modus vivendi e un atteggiamento diverso. Quello teorizzato da Francesco Guicciardini quando parlava del profilo personale, che non deve mai essere prevalente sull'interesse collettivo. Il ricorso del Codacons? Ci ha colto un po' di sorpresa. Come Lega avevamo optato per un orario che contemperasse anche la posizione della Rai. Abbiamo trovato una mediazione portata avanti dal presidente del Coni, dal prefetto, dalle forze dell'ordine e dai due club accordandoci per le 18. Ora il Codacons si assume la responsabilità di ricorrere al Tar, vediamo quale sarà la risposta. Noi ci atterremo alle disposizione del giudice ma non capiamo quale possa essere il cambiamento nel disputare la partita alle 18 piuttosto che alle 21'.