Lazio-Milan 0-0 (4-5 d.c.r)

LAZIO


Strakosha 7: Reattivo nel primo tempo, per poco non subisce un gol dopo un beffardo rimpallo su Caceres. Nella ripresa dice no a Calabria e tiene in gioco la Lazio quando serve. Partecipa con continuità anche al palleggio basso, come vuole Inzaghi, senza troppi brividi. Protagonista assoluto dei calci di rigore, ne para due, ma non basta. 

Caceres 6: Cutrone è sfuggente, deve costantemente zoomare sui suoi movimenti, una preoccupazione continua. Lo sorveglia con discreta attenzione, senza grosse sbavature. 
(Dal 69’ Luiz Felipe 6: Entra in un momento complicato del match, ma lo gestisce con la calma di un veterano, come se giocasse da sempre partite di questo tipo. Impeccabile. Con il suo recupero prodigioso al 117’ impaurisce Kalinic, che sciupa la più clamorosa delle occasioni. Dal dischetto sbaglia il rigore decisivo, una punizione immeritata). 

de Vrij 6,5:  Sempre molto veloce nella lettura delle situazioni di pericolo, ce l’avversario sia Cutrone o Kalinic la sostanza non cambia: l’olandese chiude sempre con tranquillità, freddezza. 

Radu 6,5: Attento, deciso, preciso: la sua seconda giovinezza gli consente una prestazione di alto livello. Se la prende con Kessie non lo aiuta a rialzarsi, Rocchi lo placa subito. 

Marusic 5: Non si fa vedere molto, dalla sua parte la Lazio raramente affonda. Non riesce mai a rendersi pericoloso, incisivo, brillante. Alla fine Inzaghi lo toglie, per manifesta inconsistenza.
(Dal 93’ Lukaku 6: Prova a fare quello che sa fare meglio: affondi e dribbling, affondi e dribbling. Gli riescono? Poco, ma ha il merito di costringere il Milan ad un atteggiamento più cauto. 

Parolo 6,5: La sua arma migliore è l’inserimento, che prova con continuità. La sua capacità polmonare pazzesca gli consente lunghe sgroppate avanti e indietro, sopportando e supportando la continua tensione offensiva che è nel DNA Lazio. Al 111’ ha ancora la gamba e la forza di provare la girata dal limite. 

Leiva 7: Ad alta intensità il primo tempo, una prestazione maestosa che permette alla Lazio di sbilanciarsi, sicura delle sue chiusure. Nella ripresa forse la squadra si allunga un po’, ma lui continua ad offrire un rendimento veramente alto. Dal dischetto si fa stregare da Donnarumma.  Milinkovic 6,5: Squilla due volte nel primo tempo, un  po’ sfortunato (la seconda volta imbeccato da Rodriguez), la manovra della Lazio passa spesso dai suoi piedi, catalizza il gioco e lo distribuisce. Ha voglia di salire in cattedra, si costruisce con tunnel a Bonucci la palla gol decisiva nel secondo tempo supplementare, Calabria gli strozza l’urlo in gola con una scivolata precisa.  Sbaglia malamente il suo calcio di rigore. 

Lulic 6,5: Sulla sua fascia sfonda poche volte, ma è tenace e presente in quasi tutte le azioni offensive della Lazio. Non offre mai giocate di alta qualità, ma la quantità non gli fa mai difetto. Tanto che poi Inzaghi lo piazza a destra, fino alla fine. 

Luis Alberto 6: Lucido, attento, si muove tra le linee provando a sorprendere la mediana rossonera. Quando duetta con Immobile riesce a far passare il pallone in spazi che non esistono. Nella ripresa fa spazio a Felipe Anderson, anche in vista del match di sabato, contro la Juventus. 
(Dal 67’ F.Anderson 6,5: Entra vivace, pimpante, molto reattivo: si sceglie la fascia destra per creare superiorità numerica, prova ad inventare. Spesso ha letture sbagliate, ma la voglia c’è, con le sue accelerazioni spesso spacca in due il Milan, senza però trovare la giocata decisiva. 

Immobile 6,5: Prova subito a scaldare i guantoni di Donnarumma con un colpo di testa pericoloso. La sintesi della sua voglia si vede quando Donnarumma fa passare un pallone che sembra innocuo, lui si impegna e quasi non lo trasforma in rete da angolazione impossibile. Finisce esausto, dopo aver dato veramente tutto, e aver segnato il suo rigore, inutile. 

All. Inzaghi 6,5: Si affida a tutti i suoi titolarissimi, vuole la finale. Mette in campo una Lazio che non rinuncia al suo credo offensivo, si sbilancia, prova comunque a tenere sempre il pallino del gioco. Motiva i suoi fino alla fine, fino all’ultimo secondo dei tempi supplementari.  Non basta, a volte non basta neppure crederci fino in fondo.  Contro Gattuso non riesce mai a vincere. 

Luca Capriotti

MILAN
 
Donnarumma 7,5: Una sola leggerezza su Immobile dentro una partita fatta di interventi sempre decisivi. Come ai rigori, quando dice no a Leiva e Milinkovic Savic.
 
Calabria 6,5: Dal punto di vista difensivo gioca una partita di grande temperamento, pecca solo nel secondo tempo quando non serve Bonaventura solo in area. 
 
Bonucci 7,5: Non sbaglia un intervento, sempre pulito e puntuale. Si fa 70 metri nei tempi supplementari prima di servire un assist perfetto che Kalinic cestina. Adesso è il vero leader di questa squadra.
 
Romagnoli 8: 120 minuti che rasentano la perfezione. Un colosso dall'eleganza innata, chiude la porta in faccia a Immobile in più di una occasione. E' la sua partita, contro la squadra per la quale fa il tifo. Una storia che si chiude con la realizzazione del rigore decisivo.
 
Rodriguez 5,5: Primo tempo di grande sofferenza su Marusic che gli va spesso via. Calcia male il rigore, decisamente strano per lui che è uno specialista.
 
Kessie 6,5: Contrasta tutto e tutti, morde le caviglie di Milinkovic-Savic. Non conosce soste il carro armato rossonero.  (Dal 96' Montolivo 5,5: Prova a giocare tra le linee senza riuscire a incidere )
 
Biglia 7: Il termometro del Milan, regge la pressione laziale e porta fuori la sua squadra. Recupera una miriade di palloni.
 
Bonaventura 6,5: E' vero, sbaglia le scelte di qualche passaggio, ma è l'uomo che fa cambiare marcia ai rossoneri. Con Gattuso è tornato un giocatore da Nazionale.
 
Suso 6: Fatica a trovare la posizione giusta, non entra in partita come è nelle sue corde.    (Dal 107' Borini 6,5: E' il suo momento d'oro, forse tra i più esaltanti della carriera. Perfetto dal dischetto)
 
Cutrone 6: Ha grandi qualità, ma deve migliorare in alcuni aspetti tecnici. Due controlli di palla non perfetti gli fanno perdere il tempo giusto per andare al tiro. Promosso a metà per il consueto apporto fatto di pressing e ricerca della profondità  (Dal 70' Kalinic 4,5: Negli occhi quella clamorosa occasione fallita all'ultimo respiro, con il pallone spedito alle stelle)
 
Calhanoglu 7: Il più ispirato dei tre attaccanti, nonostante una partenza con il freno a mano tirato. Quando punta l'uomo lo salta quasi sempre. 
 
Gattuso 7,5: Un altro capolavoro di Rino. Riesce a mantenere la porta inviolata contro un avversario come la Lazio, azzecca anche il cambio Borini. Il gattusismo ha fatto svoltare il Milan.

Daniele Longo