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Il centrocampista della Lazio Sergej Milinkovic-Savic ha parlato a Sky della sua stagione e di quella dei biancocelesti: "Scudetto? Per noi non è un obbligo, ma visto che siamo lì... E se finisce come spero, farò un tatuaggio sulla mano"

LA NASCITA DEL SOGNO - "È iniziato tutto da lì, da quel secondo tempo contro l’Atalanta. Non abbiamo parlato troppo perché sapevamo cosa dovevamo fare, poi il mister ha detto due o tre parole che hanno cambiato tutti noi nella testa. Siamo usciti e abbiamo fatto quello che abbiamo fatto".

SULL'INTER - "Loro sono una squadra forte, con tanti grandi nomi: giocano bene e hanno vinto un derby che ha dato loro forza. Noi però giochiamo in casa, dobbiamo entrare in campo ‘cattivi’ dal primo minuto, e vediamo come finirà. Speriamo non come due anni fa"
SUL MODO DI GIOCARE - "Il mio modo di giocare è cambiato, ora gioco un po’ più indietro: aiuto a difendere di più ma mi sento bene anche nel nuovo ruolo. Il mister mi ha chiesto quello che vuole da me, io provo a darglielo e sono contento. Sicuramente a inizio anno non avrei pensato di essere a questo punto, ma siamo cresciuti piano piano, abbiamo cambiato la mentalità. Adesso siamo più famiglia, ci sono tanti ragazzi che sono qua da tanto tempo e i nuovi si sono integrati bene, meglio che negli anni precedenti".

SULLO SCUDETTO - “Non ci pensiamo troppo ma ci proviamo, dato che siamo lì vicino. Ma per noi non è un obbligo vincere lo scudetto; l’obiettivo resta la zona Champions e daremo tutto per rimanere là. Poi, nel caso, se finisse come mi auguro, ci sarà spazio per un nuovo tatuaggio sulla mano…”.