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Neanche il tempo di festeggiare il passaggio del turno in Coppa Italia (agli ottavi ci sarà la Roma), che è già anti-vigilia di campionato. La Lazio, tornata ad allenarsi questo pomeriggio in vista dell'impegno casalingo contro il Catania, ricarica le pile ed è pronta a gettarsi a capo fitto sul campionato. Il presidente biancoceleste, Claudio Lotito, intervenuto ai microfoni della videochat del Tg1, ha esaltato la squadra guidata da Reja ed il lavoro svolto fino a questo momento dal tecnico goriziano: "Ho un gruppo che incarna valori importanti, dimostra sul campo che si deve vincere grazie alla coesione ed ai valori morali. Sono soddisfatto fino ad oggi, abbiamo costruito una squadra volitiva, determinata, competitiva. Il segreto? Rispetto alllo scorso anno abbiamo inserito 3-4 giocatori di di rilievo, i quali, oltre ai valori tecnici, hanno apportato importanti qualità caratteriali. Grande merito va riconosciuto all'allenatore con cui i ragazzi hanno grande sintonia. E' una persona dotata di grande umanità, aperta al dialogo, c'è grande feeling tra noi. Per usare una frase di foscioliana memoria, c'è una corrispondenza di amorosi sensi. Ho intrapreso una battaglia importante per portarlo a Roma, sono contento della mia scelta. Delio Rossi? Non ho alcuna nostalgia, ha deciso di non rinnovare con noi, a quel punto abbiamo preso altre strade. Sono soddisfatto così".

La società capitolina, attraverso alcune iniziative, sta cercando di riavvicinarsi alla gente: "Quella di Olympia è un'iniziativa per riportare il tifoso al centro del progetto. L'aquila rappresenta il nostro simbolo, è emblema di fierezza, libertà, abbiamo voluto risvegliare le coscienze dei tifosi, risvegliare in loro l'orgoglio del senso di appartenenza alla prima squadra della Capitale. E' come se fosse una star a Formello, ha tre persone che la accudiscono giornalmente.Ha un pulpito sul quale si posa e quando la squadra parte la osserva impettita, quasi costituendo un monito per loro. Vedo i giocatori che tengono in grande considerazione il nostro simbolo. Incute timore e rispetto, anche maggior senso di responsabilità".

Le mosse sul mercato: "Dobbiamo salvaguardare il nostro patrimonio, che è molto valido, e, naturalmente, il suo equilibrio. Interverremo laddove si dovesse palesare la necessità, ma sarà il tecnico a dirci come operare. Fino a questo momento, però,  non ha manifestato questo tipo di intenzione. L'organico si può accrescere anche togliendo persone che non possono cementarsi col gruppo e che possono minare la serenità del gruppo".

Qualcuno continua ad accostare l'ex capitano della Lazio, Alessandro Nesta, alla squadra biancoceleste. Lotito non crede assolutamente nel ritorno a Roma da parte del difensore del Milan: "Penso che ogni giocatore abbia una sua storia: noi puntiamo su 3 parametri. Nesta ha rappresentato la storia di questo club oggi non mi risulta che lo stesso abbia voglia di staccarsi dal Milan. La Lazio ha intrapreso un percorso di giovani e lui, oltre ad avere più di 30 anni, non incarna quei parametri, soprattutto dal punto di vista economico. La nostra difesa sta dando grandi risultati, spero possa continuare così. Cassano? Vale lo stesso discorso. Non credo abbia uno stipendio compatibile con i nostri parametri. Quest'anno abbiamo inserito una serie di giocatori che oltre ad avere qualità tecniche ne hanno anche di morali. E' importante perchè ha consentito di poter creare un gruppo fantastico".

La Lazio è una delle vere sorprese di questo inizio di stagione. Ma Lotito vola basso e chiede pazienza: "Non sono abituato a fare pronostici, essendo cattolico praticamente ho una visione legata alla divina provvidenza. Le rivali sono tante, ma ritengo che si possa fare un punto della situazione solo alla fine del girone d'andata. Solo allora potremo capire che campionato farà la Lazio. Dobbiamo avere l'umiltà di pensare che ogni squadra è temibile per poi scendere in campo con lo spirito giusto. Scudetto? Non ci siamo posti quest'obiettivo. Mi auguro che la squadra capisca l'importanza dell'organico ma allo stesso tempo che mantenga sempre umiltà e spirito di sacrificio".

Lo sciopero dei calciatori sembra essere vicino. Lotito è convinto, però, che alla fine un accordo si troverà: "Questa battaglia che l'aic ha intrapreso è fuori luogo, se lo sciopero venisse confermato, creerebbe un danno ai veri fruitori del servizio, ossia ai tifosi. Non è un bell'atteggiamento. Sono convinto che ci siano margini per trovare un accordo, se dovessi fare un appello direi ai giocatori che le cose sono molto piu semplici di quanto possano immaginare, ci si potrebbe venire incontro". 

Lo stadio di proprietà era e resta sempre nei pensieri del patron capitolino: "Se dipendesse da me in 3 anni lo costruirei tranquillamente. Il problema è avere lo strumento legislativo per poter procedere, spero che la politica capisca. Noi qui in Italia chiediamo una legge per far costruire alle società stadi multifunzionali di proprietà. Vogliamo creare una casa del tifoso, il quale non deve essere un corpo estraneo allo stadio, e di conseguenza deve vivere la propria passione 365 giorni all'anno. Il mio sogno nel cassetto è proprio quello di costruire un nuovo impianto per il club biancoceleste e di vedere al suo interno migliaia di tifosi in festa, abbracciati e felici". 

Capitan Rocchi sta vivendo un periodo non semplicissimo. La Lazio vola ma spesso e volentieri il numero 9 viene tenuto fuori dal tecnico goriziano: "Bisogna chiedere a Reja il perchè di questa scelta. Ad ogni modo, lui è un elemento importante per noi, è il capitano ed è normale che il poco utilizzo porti qualche malumore. Ma Rocchi quando sta in forma resta devastante".

Sullo sponsor, Lotito è chiaro: "Allo stato attuale non ci sono offerte compatibili con il valore del marchio. L'anno scorso abbiamo accettato di porne tre diversi durante il corso della stagione: la cifra che ci è stata corrisposta è stata la stessa che ci è stata proposta da un singolo sponsor ad inizio anno".

Rivista, canale e radio ufficiale, la comunicazione della Lazio fa grandi passi. Lotito, in tal senso, però, manda una frecciatina agli organi di informazione che ruotano attorno al mondo biancoceleste: "Il corriere dello sport lo chiamerò presto "Il corriere della Roma". Guardate le pagine che vengono dedicate alla Lazio e quelle ai giallorossi. I mezzi di informazione non si stanno comportando bene nei nostri confronti, ma presto la gente se ne renderà conto. Quando si parla degli antagonisti del Milan per lo scudetto, noi non veniamo mai menzionati. Siamo consapevoli di non poter competere per il tricolore, ma non possiamo essere considerati una cenerentola. Ci sono società che non hanno vinto nulla e che vengono spesso acclamate. Io almeno ho vinto 10 scudetti del bilancio".

Poi una precisazione sul vivaio biancoceleste e sul suo operato: "Cavanda, Kozak, Perpetuini ed altri calciatori dislocati in giro per l'Italia sono i simboli di un lavoro costante ed efficacie in tal senso. Stiamo potenziando il nostro settore giovanile, rappresenterà la nostra forza. Poi una mia considerazione a margine: mio figlio è orgoglioso di essere laziale, mi stimola a fare sempre meglio, a volte il sottoscritto si sacrifica ulteriormente perchè pensa che come lui ci siano tantissime persone che trepidano per questi colori, che ardono per questa passione. Ho una grande responsabilità nei loro confronti. Questa per me è sempre stata una sfida, che in passato tutti reputavano impossibile".

Infine, un pensiero sul derby di Coppa... "Negli ultimi 3 siamo usciti sconfitti, soprattutto a causa di episodi sfavorevoli. Mi auguro che sia una bella sfida, che vinca il migliore...