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Messa alle spalle la coppa, la Lazio si rituffa sul campionato. Ma più di un timore concorre a preoccupare Petkovic in vista della gara di domenica a Torino: quelli per la tenuta di una squadra capace di conquistare la miseria di 5 punti nelle ultime 8 giornate: ruolino di marcia disastroso, soltanto il Pescara - un punto appena - ha fatto peggio in serie A, persino il Palermo (6 punti dalla ventesima) ha messo insieme un bottino più ricco. Ancora più inquietante, però, il digiuno da vittorie in trasferta, arrivato a contare quasi fino a tre mesi. Era il 22 dicembre, un Sampdoria-Lazio che chiudeva l'anno solare, l'ultima volta in cui la Biancoceleste riusciva a imporsi lontano dallo stadio Olimpico. Uno 0-1 deciso da Hernanes su assist di Lulic al 31'. Da quel giorno, poi, quattro trasferte amare, il 2-2 di Palermo e i kappaò, sempre incassando tre reti, con Genoa, Siena e Milan.

Un dato ancora più significativo se si considera che fuori casa, prima di Samp-Lazio, la squadra di Petkovic aveva pareggiato con Bologna e Juve (due 0-0) e perso a Catania (4-0) e Firenze (2-0): di fatto, una sola vittoria nelle ultime 9 gare. E lontano da casa anche l'attacco stenta: 12 gol appena, soltanto Genoa, Pescara e Palermo ne hanno fatti meno. Un mezzo disastro: eppure Torino, nonostante la squalifica di Hernanes e un campo a fortissimo rischio neve, offre la possibilità di un doppio riscatto al trimestre nero della squadra: in casa dei granata i biancocelesti hanno vinto 5 delle ultime 7 gare. E domenica Ventura sarà costretto a fare a meno del capitano Ogbonna, out per un'infiammazione alla coscia destra. Se Petkovic cercava un segnale, potrebbe aggrapparsi a questo.

(La Repubblica - Edizione Roma)