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Conferenza stampa a Formello per la presentazione di Ivan Provedel. L'ottavo colpo del mercato della Lazio, arrivato pochi giorni fa dallo Spezia, dopo una trattativa lunga un mese, è stato introdotto dalle parole del ds Igli Tare:

Una delle trattative più lunghe dell'era Lotito (ride,ndr). Contenti che sia qui, perché il nostro allenatore lo ha voluto fortemente. Siamo convinti che lui e Maximiano potranno dare un grosso contributo alla squadra.

Il microfono è passato poi all'estremo difensore:

GAVETTA - "Ringrazio il direttore per le parole, e la Lazio per avermi voluto. Arrivo dopo tanta gavetta e dopo un'infortunio che in passato mi ha un po' rallentato, ma per me non c'è un'età giusta per arrivare. Ogni percorso fa storia a sé. Ora ho solo voglia di fare il massimo per la squadra e migliorare. Ho sempre sperato fin dall'inizio che questa trattativa andasse in porto e ho continuato a lavorare in queste settimane per farmi trovare pronto".

PERCORSO PERSONALE - "Sin da bambino mi piaceva fare il portiere. Il mio percorso da piccolo mi ha portato a giocare parecchio anche in attacco, ma poi quando è arrivato il bivio su quale ruolo scegliere, non ho avuto dubbi. Fantasticavo con i racconti di mia mamma e mia nonna, che sono entrambe originarie di Mosca, su Lev Yashin, ma mi sono innamorato del ruolo vedendo Toldo contro l'Olanda agli Europei. Anche Marchetti, che ha giocato qui, mi ha ispirato".
DIMOSTRARE - "Ho sempre sognato e continuo a sognare di giocare ad alti livelli, ma senza crearmi mai aspettative eccessive. Ora sono qui e devo dimostrare di valere questa piazza. La concorrenza con Maximiano non è un problema a cui penso. Io devo solo imparare quello che vuole il mister e cercare di farlo nel miglior modo possibile, integrarmi con i compagni e fare le cose al meglio. Decide l'allenatore chi schierare ogni partita. Personalmente non mi sono mai curato troppo di numeri e statistiche. Puoi far bene per tanto tempo, ma poi sbagli una partita e cambia il giudizio. Il calcio oggi è sempre più orientato nel coinvolgere molto il portiere nel gioco, anche con i piedi. Io cerco di fare al meglio quello che è necessario. Fa piacere sapere della fiducia del mister, ma io devo dimostrare di valere sul campo".

EMOZIONI - "In Serie B mi è capitato di fare un gol di testa, ma spero che qui non serva mai (ride, ndr). In quella partita stavamo perdendo e all'ultimo sono salito anche io. Non vedo l'ora di giocare all'Olimpico, sono sicuro che mi darà grandi emozioni. Già me ne ha date da avversario, figuriamoci ora"