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Gli occhi erano tutti per loro. Tommaso Rocchi e Mauro Zarate, la coppia di riserva, il capitano e l'uomo più discusso della Lazio. Due modi diversi di interpretare la partita. Il capitano ha battuto da solo la Reggina, l'argentino è invece apparso al di fuori del gioco, lontano parente del giocatore che pure resta il più amato dalla gente. Lo dimostra quanto successo nella mattinata di ieri. Zarate, fischiato nei giorni scorsi perché poco disponibile con i tifosi per foto e autografi, ieri mattina si è fermato oltre mezz'ora con la gente. 'Resto qui per vincere il derby', ha assicurato. Questo lo deciderà il mercato, ma intanto entusiasmo alle stelle. E feeling ritrovato, almeno fuori dal campo. Perché contro la Reggina, in partita, di Zarate si è avuta notizia solo al 10' del secondo tempo, quando con una serpentina a lui tanto cara l'argentino ha dato il 'la' a un'azione pericolosa di Rocchi. Del numero 10 poi si può segnalare un buon recupero in fase difensiva e un calcione ricevuto sul finire del match. Poco, per uno che invece dovrebbe cercare di cambiare le gerarchie offensive, gerarchie che oggi lo vedono ben dietro la coppia Klose-Cissé

E forse lo vedono dietro anche a Rocchi, senza dubbio il migliore in campo della Lazio-2. Il gol del capitano è una perla da raccontare: stop di petto e sinistro in spaccata ad anticipare Puggioni. Non è stata l'unica azione del numero 9 biancoceleste, pericoloso anche al 41' dopo un dribbling su Adejo e un sinistro di poco fuori. Il capitano è andato vicino alla doppietta personale anche nel secondo tempo, un minuto prima di essere sostituito da Kozak, dopo uno scambio con il giovane Ceccarelli. Spettacolo in campo, e spettacolo anche in tribuna, dove a tifare per il papà si è visto anche il piccolo Filippo Rocchi, di soli 5 mesi.

(Gazzetta dello sport - Edizione Roma)