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In seguito alla seduta di rifinitura della Lazio, direttamente dal centro sportivo di Formello è andata in scena la conferenza stampa di mister Sarri. Ecco come il tecnico biancoceleste ha presentato il derby contro la Roma.

Il derby arriva presto, come lo sta vivendo? Come lo immagina e come dovrà giocare la Lazio? Serve più il risultato che la prestazione?
“Penso che con una buona prestazione abbiamo più chance di fare un buon risultato. La Roma è una squadra forte, questo ci porta ancora di più sulla partita con la testa. È una delle partite più importanti d’Europa. Un onore giocarla. Tutti da bombini, vedendo Lazio-Roma in tv o ascoltando alla radio la partita come quando ero piccolo io, hanno sognato di giocarla. Ora ci siamo, giochiamola”.

La qualità della Roma che la preoccupa di più? Sulle parole di Immobile dopo Torino-Lazio?
“La partita di Milano, a livello di spogliatoio, può aver lasciato qualche scoria. È plausibile. La squadra ha fatto bene le prime due gare, a Milano è stata in grande difficoltà, qualcosa dentro può essersi rotto. Ma è normale perdere delle partite, le reazioni devono esserci. Io in allenamento vedo la squadra bella viva, c’è qualcosa che ci impedisce di giocare al 100%, anche a livello tecnico. La percentuale dei passaggi riusciti non è quella di una squadra che vuole stare nell’alta classifica. Dobbiamo migliorare in tutto, è un percorso, in questo momento i giocatori sono più propensi a pensare al movimento da fare che a giocare a calcio. Questo li blocca un attimo. Non è la play station, ma calcio vero, con 25 cervelli. Il percorso è complicato per chi vuole fare calcio come noi. Qualche squadra ci mette meno tempo, qualcun’altra più tempo, alcune invece non ci riescono mai. Noi speriamo di riuscirci e nel modo più veloce possibile”.

Questo blocco tecnico dà nervosismo alla squadra? Cosa deve e non deve fare la Lazio domani?
“I ragazzi devono avere consapevolezza. La Lazio è stata 5 volte sotto e ha fatto comunque 8 punti. Avrà mille difetti, ma anche dei pregi. Qualche pregio notevole c’è se si fanno 8 punti andando sotto così tante volte. E poi dico qualche numero: la Lazio l’anno scorso aveva una media di 8,9 punti ogni 5 partite, ora ne abbiamo fatti 8. L’anno scorso prendeva 7,2 gol ogni 5 partite, ora ne abbiamo presi 7 con un difensore in meno. L’anno scorso faceva 8 gol ogni 5 partite, ora siamo a 12. Tutto questo negativismo che sento aleggiare intorno a noi mi sembra eccessivo. La squadra deve avere la consapevolezza di avere già qualche dote”.
Sta studiando qualcosa di diverso vista l’assenza di Pellegrini? E su Luis Alberto…
“Non posso fare scelte in relazione a quelle degli avversari, non rientra nelle mie caratteristiche. Non sono un tattico se si intende uno che cambia di partita in partita. Perseguiamo la nostra strada, la nostra strategia, cerchiamo di fare il nostro calcio, per ora ci riusciamo a sprazzi. Luis Alberto ha fatto due partite sottotono, ma fa parte del gioco. Se c’è un giocatore adatto al mio calcio credo sia lui, visto che ha palleggio ed è un giocatore tecnico. Non vedo grandi controindicazioni. Poi in fase difensiva si chiede una mano a tutti, ma anche in passato glielo avranno chiesto. Non è cambiato il discorso”.

Cosa chiede di più agli attaccanti esterni?
“Devono giocare più vicino a Immobile, troppo spesso vengono sempre incontro insieme, chiedono troppo la palla addosso. Questo li porta a essere raddoppiati. Si devono muovere più senza palla o andare a prenderla di più negli spazi. Nell’attacco all’area di rigore Pedro ha qualcosa di più rispetto a Felipe Anderson che non sempre segue l’azione. Io vi posso dire una cosa, ho allenato tanti giocatori forti, ma uno potenzialmente forte come Felipe l’ho allenato raramente. Ha delle doti straordinarie che sta tirando fuori in piccola parte. Deve avere una crescita nella convinzione e nella cattiveria, perché veramente è uno spreco di talento. Lui potrebbe essere un crac a livello internazionale”.

Che sensazioni le dà il derby di Roma?
“È una partita che mi intriga tantissimo. Poter dare una soddisfazione al popolo laziale sarebbe qualcosa di grandioso. Quello che sbagliano i giornalisti però è pensare che la pressione mediatica corrisponda a quella interna di ogni persona. Io la partita in cui ho sentito più pressione è stata un Sangiovannese-Montevarchi in Serie C, una rivalità centenaria anche con qualche morto nel dopoguerra da come mi hanno detto. La pressione mediatica non corrisponde sempre alla pressione interna. Quest’ultima proviene da sensazioni diverse, intime, si hanno nell’anima. Ma questa è sicuramente una partita che dentro lo stomaco qualcosa ti smuove, lo percepisci. È un piacere giocarla, sarebbe bello giocarla al 110% delle nostre possibilità”.

Il derby può essere la svolta stagionale?
“Lo spero, però è un errore vedere le esperienze passate pensando che si possano ripetere. Ogni ambiente e ogni squadra hanno certe caratteristiche, le evoluzioni di una squadra non sono replicabili e nemmeno facilmente controllabili. Gli aspetti che incidono su una squadra sono migliaia, ma solo qualche decina sono sotto la conduzione dell’allenatore. Le altre sono incontrollabili. Spero che la scintilla scatti già stasera, domani può essere tardi”.