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Alla vigilia del match contro l’Inter, Maurizio Sarri è tornato a parlare in conferenza stampa. Ecco come si è espresso il tecnico della Lazio in merito alle domande postegli dai giornalisti.

Dopo Bologna che partita sarà domani?
“In queste due settimane ci siamo allenati fini a ieri a ranghi ridotti, quindi è difficile valutare le reazioni della squadra. Il calcio attuale è questo, con le pause nazionali. Tutti i giocatori si allenano praticamente più in nazionale che con noi. Qui siamo di fronte a uno show, non al calcio. E tutti i partecipanti pensano solo ai soldi, io però non sono un uomo da questo calcio. A Bologna abbiamo fatto una partita superficiale. I tre gol sono nati da situazioni imbarazzanti sulle quale abbiamo lavorato minimo 10 volte in campo. Quindi mi attendo la reazione degli uomini, non dei professionisti”.

Su Patric e Radu…
“Sinceramente Stefan non mi ha dato mai la sensazione di essere in grande condizioni, ora lo vedo in grande crescita. Lui stesso mi ha detto che dopo il Covid ha pensato di avere delle difficoltà nel recupero. Ci può stare. Quello che ti lascia questa malattia è ancora poco chiaro. Però ripeto che negli ultimi 10 giorni l’ho visto crescere e troverà spazio in questo ciclo”.

Sul peso di Lazio-Inter…
“Ci son tre punti, non è una partita spartiacque in questo momento della stagione e per una società che è palesemente in un anno di costruzione e transizione. L’importante è cominciare a gettare delle basi e in questo momento dobbiamo trovare solidità. Poi penseremo a giocare un calcio che stupisca la gente”.

Su Immobile e i nazionali…
“Ciro da un paio di giorni sembra stare abbastanza bene. Probabilmente stare fermo qualche giorno gli ha fatto bene. Gli altri nazionali vediamo, li ho visti per la prima volta ieri. Oggi ci sarà il primo allenamento attendibile per loro”.

Che gara si aspetta dopo le nazionali? E sulle ambizioni...
“Dopo le nazionali ho sempre timore perché tornano giocatori che si sono allenati e hanno giocato in maniera totalmente diversa. Staccare la spina e riattaccarla così velocemente non è così scontato come sembra. Ambizioni? In questo momento non possiamo capire dove possiamo arrivare. Abbiamo dei margini di crescita enormi, ma dobbiamo capire quanto ci occorrerà per migliorare”.

Su Milinkovic e Luis Alberto…
“Noi abbiamo un modo di difendere che presuppone una partecipazione totale di tutti. Nessuno deve saltare un movimento. A loro gli viene chiesto ciò, cosa che è mancata totalmente a Bologna. Il nostro obiettivo principale è condurre la partita, ma la partita non la conduci se fai errori collettivi e individuali in fase difensiva. Ora dobbiamo cominciare a pensare di essere una squadra che può soffrire e non per forza prendere gol”. 

Sull’Olimpico…
“Delle condizioni del terreno dell’Olimpico si sono lamentati in tanti, ma hanno risposto solo a me. Probabilmente con me sono così gentili da rispondere solo a me. Mourinho non ha avuto risposte, ma si sono mossi per cambiare stadio per l’Italia. Il terreno dell’Olimpico non è tra i migliori, ci hanno dato rassicurazioni. Vedremo…”.

Sui limiti mentali…
“Trovare una risposta univoca a una problematica mentale che coinvolge un ambiente intero non è semplice. Dobbiamo andare avanti senza concedere niente a nessuno e far apparire il lavoro come unica soluzione senza concessioni a nessuno al di là del nome che porta o l’importanza che ha all’interno della squadra. Altrimenti si rimane sempre nell’ambito di discorsi generici senza senso. In tutti gli spogliatoi in cui ho allenato parlano sempre gli stessi calciatori, per questo è difficile capire cosa c’è nella testa di tutti gli altri giocatori. Tutti parlano del derby, ma secondo me la partita bella si è fatta con la Lokomotiv. Io mi sono riconosciuto molto più in quella squadra anziché in quella del derby. Quello è il percorso che dobbiamo seguire come obiettivo finale”.

Su Inzaghi e il passato alla Lazio…
“Io questa storia degli scontri diretti tra gli allenatori ci credo zero. Dipende sempre dalla squadra che si allena in un determinato momento. Inzaghi ha fatto molto bene negli ultimi, e in questo momento è sulla panchina di una squadra che potrebbe essere la favorita per lo scudetto. Ha perso poco della squadra dell’anno scorso grazie a degli acquisti funzionali”.

Nuovi calciatori di esperienza potrebbero migliorare il problema della personalità?
“I calciatori che arrivano devono mandare avanti il gruppo, non avere solo una mentalità vincente. Da fuori alcuni sembra che abbiano una personalità straripante, poi li alleni e non è così”.

Sul duello principale del match…
“Non so neanche chi schierare al momento. L’unica cosa che mi interessa è la reazione. Ci saranno momenti di difficoltà, ma dovremo dare tutto”.

Su Luiz Felipe…
“Da Luiz Felipe mi aspetto tanto quanto dagli altri. La nostra linea difensiva ha molta difficoltà nel parlare. Ci manca chi guida con decisione la linea. Luiz Felipe sta facendo bene il suo compito, ma dovrebbe elevarsi a conducente del reparto arretrato. Non è semplice senza certezze assolute del nuovo modulo. Credo che crescendo migliorerà anche in questo”.