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Zarate è tornato. A segnare, a fare assist ma soprattutto a giocare come sa. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con una Lazio bella e vincente. Le lacrime di Cesena sono già nel cassetto dei brutti ricordi. Zarate Kid adesso è rinato. Sono stati i tifosi nella stagione 2008-2009 ad affibbiargli questo soprannome, quando l'attaccante si presentò con gol e numeri a valanga. Erano i tempi di Delio Rossi. Fu un'annata da incorniciare per Zarate: 16 gol totali, Coppa Italia e Supercoppa italiana in bacheca. 

Dalle stelle, però, l'argentino è passato alle stalle. L'anno seguente è stato per lui un vero e proprio incubo, così come lo è stato per la Lazio che ha rischiato la serie B. Il rapporto con il neo tecnico Ballardini non è idilliaco. Il bubbone esplode a gennaio, dopo la sfida contro il Livorno quando il tecnico accusa l'attaccante 'di aver mancato di rispetto alla squadra' perché reo di essere rientrato in ritardo dalle vacanze. La Lazio intanto continua a sprofondare e arriva Reja, ma il tecnico si affida all'esperienza di Rocchi e Floccari. La Lazio si salva e Zarate chiude la stagione con tre reti in campionato.
 
La scorsa estate Reja si prepara alla nuova annata, ma con Zarate restano delle ruggini tanto che ad agosto il tecnico lo esclude dall'amichevole con il Levante perché 'ha mancato di rispetto a me ed ai compagni'. Il caso rientra subito. Inizia la stagione con la Lazio che vola, ma proprio sul più bello Zarate finisce in panchina al derby e gioca solo un tempo. A Cesena, richiamato in panchina a venti dalla fine, l'attaccante rientra negli spogliatoi. Il giovedì il chiarimento e la promessa del tecnico: 'Contro il Napoli ti faccio giocare da prima punta'. Il vero Maurito è tornato.
 
(Leggo - Edizione Roma)