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Alle 19.58 la classifica è questa: Juventus punti 54, Lazio 53. La festa dei 3.500 tifosi biancoazzurri sventola nel "Tardini", mentre Inzaghi e la sua band corre nello spogliatoio, perché fra meno di un'ora il derby di Milano chi se lo perde! La Lazio vince una partita sofferta solo nel finale, quando muscoli e polmoni risentono della fatica di quattro giorni fa. D'Aversa, che contro Inzaghi non ha proprio fortuna (quarta sconfitta su quattro) butta nella mischia anche giocatori appena rimessi in piedi come Kulusevski e punte fresche come Sprocati, ma con risultati modesti.

Il vantaggio laziale resiste fino al sesto minuto di recupero, anche se con qualche ombra perché al 91', in piena area, Acerbi tira la maglia di Cornelius che accentua la caduta. Fallo quanto meno discutibile, ma dal Var di Banti neanche una chiamata per Di Bello, arbitro pugliese che sostava a due passi dal "delitto". Sarebbe stato un guaio serissimo per la Lazio, anche perché Acerbi è in diffida e avrebbe dovuto saltare la prossima sfida con l'Inter. Il Var è invece intervenuto a legittimare il gol decisivo maturato nel finale del primo tempo: cross dalla destra di Luis Alberto, palla che carambola fra Iacoponi, Hernani e Immobile, schizza verso Caicedo libero come un fringuello con tutto il tempo di prendere la mira e spedire di collo pieno la palla in fondo alla rete.

Prima, durante e dopo, lo show di Luis Alberto a deliziare i buongustai del pallone. Ripartenze, servizi filtranti, veroniche, scatti brucianti. Oggi Luis Alberto è il miglior costruttore di gioco della serie A, fra lui e qualsiasi altro c'è la differenza che divide Anastasio o Rancore (!) da un cantante vero. Ne ho visti pochi di registi universali come lo spagnolo, forse Pjanic dei tempi migliori, forse Erikssen nella sua forma migliore. Già, Erikssen: domenica sera il confronto. Una partita nella partita.

Luis ha fatto girare la squadra come un orologio. Squadra un po' sulle gambe, con cinque cambi (saggiamente) rispetto al pareggio con il Verona, un po' per necessità (squalifiche e infortuni) un po' per scelta. I soldati della "riserva" hanno risposto ottimamente, Patric, Parolo (un po' meno), i due cursori di fascia: Marusic, titolare dopo quattro mesi, è durato mezz'ora, ma quella mezz'ora ha tenuto Gagliolo in ansia. Dall'altro lato, Jony, oltre ad un piede che disegna traversoni insidiosi, ha imparato a coprire come fa Lulic. Anche se Lulic ancora non è.
 
Impiega meno di un quarto d'ora la Lazio per prendere in mano le redini della partita e dominarla fino al riposo, il tempo che a Luis Alberto serve per liberarsi della marcatura inizialmente asfissiante di Hernani e svariare per il campo dettando gioco. E' lo spagnolo che al 12' regala a Immobile una palla che il bomber spedisce di poco fuori; è lui che al 25' imbecca Marusic per il cross che Caicedo appoggia di testa a Colombo; è sempre lui che al 40' arma Marusic per il potente diagonale che Colombo respinge a fatica; e che al 42' mette al centro una biglia da flipper che alla fine va in buca.
 
Non si placa il toreador di Spagna nella ripresa. Semina Hernani come un birillo. Quando, al 56', va in campo Lazzari, D'Aversa cambia Gagliolo con Pezzella, perché il difensore accusa dolori al costato. Gagliolo aveva portato ala porta laziale i maggiori pericoli, murato da Luiz Felipe e sul corner successivo da Caicedo e impegnando al 63' Strakosha da lontano; e spedendo fuori una respinta centrale di Strakosha (unica sbavatura) su bombarda di Kucka. Il forcing finale del Parma è stato debole, producendo soltanto il mezzo rigore di cui ho detto. In compenso, Correa ha sballato una facile conclusione dopo un duetto Patric-Immobile.

Il Parma esce col broncio e qualche giustificata polemica nei confronti dell'arbitro. Ha una bella struttura, vincendo il duello con Parolo, Kucka ha trascinato una squadra che un valido pacchetto centrale ma limiti difensivi (ha preso il gol perché in due sono andati su Immobile lasciando libero Caicedo) e poco peso in attacco mutilato dalle assenze di Inglese e Gervinho. Meglio la Lazio, equilibrata e superiore nel palleggio. Difesa sempre attenta, con Luiz Felipe sempre più autoritario e Acerbi che anche a sinistra non ha cedimenti. Leiva solito scudo, di Luis Alberto sono stanco di tessere elogi. Ottavo gol di Caicedo, "Panterone" sempre più graffiante. La coppia laziale (25 Immobile + 8 Caicedo) è prima in Europa. Diciottesimo risultato utile per la Lazio, ufficialmente candidata allo scudetto. Domenica Lazio-Inter dirà qualcosa di più.

IL TABELLINO
Parma-Lazio 0-1 (primo tempo 0-1)


Marcatori: 41' p.t. Caicedo

Parma (4-3-3): Colombi; Darmian, Iacoponi, Alves, Gagliolo (33’ s.t. Pezzella); Hernani, Brugman (15’ s.t. Kulusevski), Kurtic; Kucka, Cornelius, Caprari (21’ s.t. Sprocati). All. D’Aversa.

Lazio (3-5-2): Strakosha; Patric, Acerbi, Luis Felipe, Marusic (11’ s.t. Lazzari); Parolo, Lucas Leiva (36’ s.t. Cataldi), Luis Alberto, Jony; Caicedo (16’ s.t. Correa), Immobile. All. Inzaghi.

Arbitro: Marco Di Bello

Ammoniti: 35’ p.t. Kucka (P), 10’ s.t. Caicedo (L), 12’ s.t. Leiva (L), 20’ s.t. Caprari (P)