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Gabriele per sempre. Cinque anni fa l'omicidio, ieri il ricordo commosso dell'Olimpico per questo 'suo' figlio strappato dalla mano omicida dell'agente Spaccarotella. Dall'altoparlante dello stadio partono le note di 'Meravigliosa creatura', la canzone preferita da Gabbo prima che la sua vita fosse spezzata sull'autogrill di Badia al Pino. Poi entra lui, il piccolo Gabriele (tre anni e mezzo), in braccio al papà Cristiano, fratello di Gabbo. Cinquanta metri sotto la pioggia per vedere la Nord omaggiare lo zio con uno striscione che copre tutto il settore più caldo biancoceleste raffigurante il volto sorridente di Gabriele, mentre la Sud applaude. Il bimbo ha lo sguardo stralunato ma non si scompone nemmeno per il diluvio. Indossa la maglia della Lazio con il numero 81, quello dell'anno di nascita di Sandri. La curva espone lo striscione: '11-11-2007 un ultras non dimentica, 11-11-2012 Gabriele sempre con noi'. Le squadre scendono in campo e, pur mantenendo i colori sociali, indossando tutti la maglia numero 81 con il nome Gabriele stampato sulle spalle. Poi la partita che lui avrebbe voluto vedere dalla Nord e chissà che nel mancato pareggio della Roma nel finale non ci sia stato il suo zampino. La festa laziale manda gli archivi il derby numero 139 di campionato ma nessuno può dimenticare quanto accaduto. Gabbo esulta: la 'sua' Lazio ha vinto per la terza volta di seguito.

(Il Tempo)