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Dopo tante lodi per il secondo posto poi diventato terzo per il ricorso del Napoli, serve passare l'esame di maturità alla Favorita e mettere pressione, con un eventuale successo, alle dirette concorrenti. I biancocelesti anticipano alle 18 sul campo del Palermo, ultimo in classifica per punti conquistati, insomma il classico trappolone su cui è inciampata spesso la Lazio di Reja. Nel momento di spiccare il volo, di compiere il definitivo passo di qualità a livello di mentalità, è quasi sempre arrivata la caduta e allora occhi aperti perché l'avversario si gioca la vita (prezzi bassi e stadio pieno per spingere i rosanero con l'acqua alla gola) e per valori tecnici non è una squadra così modesta come dice la classifica. Per conquistare il quindicesimo risultato utile tra coppa e campionato, c'è bisogno di una prestazione con i fiocchi tanto più che l'assenza di Klose consegna un sinistro presagio. Quando il tedesco o non ha cominciato la partita (Genoa e Bologna) oppure non ha proprio giocato (Catania) la banda di Petkovic non ha mai vinto (un pari e due ko) e elemento ancora più grave non ha mai segnato. Il tecnico croato lavora sulla testa del gruppo, cerca di convincere tutti della forza di un gruppo con ampi margini di crescita e che non bisogna temere la sfida su un campo tradizionalmente molto difficile per i biancocelesti. Petkovic chiarisce il momento della sua squadra, osservata speciale dopo tanto risultati importanti un primo posto che potrebbe essere agguantato a Palermo seppure solo per qualche ora: «Forse per chi sta fuori la Lazio correva a fari spenti, ma per noi la luce era sempre accesa. Ora abbiamo due squadre davanti che da sole possono decidere il campionato. Noi possiamo soltanto continuare così e sperare in un passo falso. Tanti impegni ravvicinati? Abbiamo dimostrato anche nella prima fase di campionato che siamo in grado di affrontare le gare infrasettimanali. Anche Juve, Napoli e Inter hanno gli stessi obblighi e gli stessi doveri. Ci saranno alti e bassi ma conta la testa e la mentalità». Sulla sfida odierna contro la squadra di Gasperini fissa l'obiettivo che poi è lo stesso di sempre: «Come sempre andiamo per vincere, gara dopo gara, anche questa la giocheremo al massimo. Dobbiamo crederci da subito, anche contro un avversario che non sarà facile da superare, giocano in casa e vorranno fare punti. Noi dobbiamo andare oltre il 100%». Nelle ultime cinque trasferte di campionato un solo gol segnato quello di Hernanes contro la Samp, due pareggi per 0-0 e due sconfitte pesanti. Come a dire che se si vuole puntare in alto i biancocelesti devono invertire la rotta fuoricasa rispetto alle prestazioni fornite nel fortino Olimpico. Petkovic precisa: «Più che risposta serve una conferma anche in trasferta. Nelle ultime partite non abbiamo subito gol ma dobbiamo essere più attivi e dominare l'avversario». Sulla formazione fa pretattica un po' per scelta, un po' per necessità con tanti calciatori alle prese con problemi fisici. «Il primo passo - dice Petkovic - sarà vedere chi può presentarsi in allenamento e anche chi può finirlo. Valuterò tutto il resto all'ultimo momento». In realtà mancheranno solo, si fa per dire, Konko, Klose oltre al lungodegente Ederson. Dubbi sul modulo ma alla fine dovrebbe riproporre la difesa a tre con Candreva escluso. Sul mercato ha le idee chiare: «Quando si fanno acquisti si valutano anche gli equilibri. Il nostro gruppo è così positivo che nessun giocatore che arrivasse incontrerebbe problemi. Abdellaoue? È un giocatore che conosco, valido, che ha avuto qualche problema ultimamente ma potrebbe anche giocare in Italia». Ma è tempo di pensare al Palermo. Arbitrerà Rocchi, ultima direzione nel derby con alcune decisioni discutibili sui due gol della Roma per fortuna ininfluenti ai fini del risultato. Oltretutto i precedenti con l'arbitro toscano non sono in generale incoraggianti (due sconfitte nel 2006 e nel 2010 nella gare contro il Palermo) e allora attenzione massima: oltre a Miccoli anche agli usuali fischi per fiaschi di Rocchi.