Ho difficoltà a raccontare questa Lazio senza pensare a tutta una serie di "se" e di "forse". Ho difficoltà a pensarla, ora, questa Lazio qua, perché mi sembra troppo grande. Troppo grande rispetto alle aspettative, troppo grande rispetto al periodo storico, troppo grande perfino rispetto a chi la racconta. Onestamente, le due partite contro Fiorentina e Sampdoria ci hanno regalato una Lazio carica, una Lazio schiacciasassi. Probabilmente davvero il derby è stato un punto di svolta. Sicuramente il derby ci ha ridato la vera Lazio. 

E tutte queste difficoltà diventano opprimenti, se mi mettete davanti Milinkovic. Il centrocampista serbo francamente è qualcosa di umiliante. Per tutti noi, normali, con la pancetta, a rincorrere un mutuo o l'affitto e l'accredito e i primi caldi, Milinkovic è una specie di rivelazione. Fa cose impossibili, in partita. Francamente è umiliante: a Roma è quasi estate, lui mantiene una freddezza cibernetica nell'amministrare il pallone come se dovesse obbedire solamente ai suoi capricci, nello gestire il proprio corpo e lo spazio come se fossero solo un suo dominio, assoggettato al suo volere, alla sua volontà di potenza. 

La scelta di aggettivi per descriverlo, per i cronisti Lazio, è una specie di cammino nel deserto: li abbiamo usati tutti, riciclati tutti, spesi e strabusati tutti. Ora ci resta solo qualche oasi di aggettivi già usati, di espressioni trite e ritrite, e la ricerca di parole nuove. Per lui, per la Lazio, per il gruppo che Inzaghi ha fatto diventare grande, e grande davvero. Questa Lazio ha gli stessi punti di una semifinalista di Champions e stacca una squadra, l'Inter, che non ha avuto competizioni europee da affrontare. Francamente, è difficile parlare di tutto quello che ha subito, che è successo, a tutti gli accidenti e gli orrori di percorso che questa Lazio ha dovuto accettare, o sopportare, o superare. Questa stagione è stata una specie di vita, in qualche modo. Difficile, ad ora, farne un bilancio. Sinceramente, ho difficoltà a raccontare questa Lazio senza spiegarvi come si lega a tutte le vite che ho intorno, alle loro difficoltà, alle loro vittorie, al loro tenace attaccamento all'obiettivo. Ho difficoltà a tirare fuori parole adatte, ma ne trovo una riassuntiva, a 4 giornate dalla fine: semplicemente, grazie.