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Un punto bucato, ed è partito un bel pianterello generalizzato. Tutti diranno che la Lazio si è specchiata troppo, che è leziosa e si piace e indulge in un peccaminoso palleggio. Diranno così perché lo sperano, ignorando che questo campionato regalerà tantissime partite strane, atipiche, amorfe e inaspettate. Ma tutto diranno così anche per rabbia, rosicata, cannoneggiamento e perfino godimento. Un punto bucato contro la Sampdoria, ma la strada è giusta. Lo dico ora che la rabbia c’è, ed è giusta: la strada è questa. 

COSA NON HA FUNZIONATO - I cambi stavolta hanno tolto, contro l’Inter avevano dato. Non è andata bene: la Lazio si era stancata, si era un po' impigrita, Pedro ci ha provato ma il più spompato sembrava Immobile a dire il vero, più che Zaccagni. Fino ad ora, Cancellieri che doveva essere il vice del bomber biancoceleste non ha MAI giocato in quel ruolo. Viene da chiedersi se Sarri abbia abbandonato l’idea, o se alla fine non fosse mai stato davvero convinto. Fatto sta che Immobile è rimasto in campo, e la Lazio è piano piano evaporata in pericolosità offensiva, perdendosi come lui man mano perdeva le forze. Perdendosi in efficacia, non in controllo, che pure non è mai mancato. Difficile commentare Gila, ma Marcos Antonio ha fatto tutto bene tranne il passaggio che ha aperto la strada al gol di Gabbiadini (con Marusic che stringe con 1 ora e mezza di ritardo, per inciso). Questo sia un monito per questo ragazzo: la Serie A è sicuramente fisica, cosa inadatta a lui, ma questo ragazzo ha tecnica e testa per aiutarci. Se capisce che, al 92’, non ci si può permettere nemmeno un passaggio sbagliato di 10 cm, pena due punti in meno, e un punto bucato, può darci una grossa mano. Segnatevelo.
LA STRADA È SEGNATA - Questo sarà il campionato fino ai Mondiali: una serie di partite ravvicinate, con le forze da dosare e limare, i cambi da fare. Sarri non cambia molto, e alcuni elementi ne avevano poco. Ok, nonostante una formazione che forse andava ritoccata più in profondità la Lazio ha tenuto il gioco in mano, ha gestito, perfino quando le forze non c’erano ha tenuto il pallone con qualità, ha perfino stinto la reazione rabbiosa della Samp per un rigore visto, rivisto, che per me c’era pure. Ha tenuto il pallone e ha forzato, ha preso un palo e poteva chiuderla e non l’ha fatto. Colpevole di arroganza, direte voi. Il calcio gira così a volte, dico io, anche se fai di tutto, e hai occasioni. E invece basta con questi funerali, aggiungo io.

I TANTI FUNERALI - A Sarri avete fatto tanti funerali. Chi li ha fatti per amicizia a Tare, chi perché di pallone capisce poco, chi perché non vuole perdere punti da schifo contro una Samp che, intera, difficilmente arriverà al panettone. Eppure, contro la stessa Samp, stretti tra due big match difficilissimi, la Lazio è stata in controllo, dietro ha fatto un’ottima gara e ha avuto le sue occasioni, senza concedere se non pochissimo (lo stesso rigorino nasce da un rimpallo malandato). Dobbiamo farcene una ragione: non si possono vincere tutte le partite, e in questa dinamica assurda di un Mondiale invernale e di un calendario iper fitto, ogni 3 giorni, ci saranno passi falsi. Ma non solo della Lazio, di tutte. Bisognerà limitarli, cavare del buono dalle partite brutte e del meglio da quelle dominate. Penso che questa squadra abbia necessità di imparare alcune cose, alcune furbizie, è un gruppo nuovo. Deve sgrezzarsi, specialmente in alcuni elementi. Che però hanno margini, hanno qualità, ci sono finalmente delle rotazioni sensate. Continuo a pensare: se si riesce, oggi dal mercato servirebbe ancora un terzino e pure una punta. Non so come andrà questo ultimo giorno di mercato. So che, al netto delle giuste rosicate, la strada è quella giusta, è segnata. I funerali fateli a qualcun altro.