Fa caldo, anzi no, piove troppo, anzi no, su DAZN ci si nota poco, anzi no, c'erano allo stadio Diletta Leotta, Shevchenko, Pardo e Camoranesi. Ci siamo emozionati, poi torna Carletto, che figura ci facciamo. Prima giornata e altre attenuanti, queste di prima erano di fantasia, Inzaghi ne ha tirate altre migliori in conferenza stampa. La Lazio perde la prima contro il Napoli di Ancelotti, che sviluppa un gioco avvolgente, a tratti sterile e un po' lento, ma che è bastato per 3 punti. Ora, partiamo dalle attenuanti: mancavano per squalifica due titolari, Lulic e Leiva. Non solo, di tutta la spina dorsale Lazio, solo Immobile ha risposto presente: Leiva assente giustificato, forse vale lo stesso per Luis Alberto e Milinkovic.

Attenuanti: lo spagnolo fa differenziato da 10 giorni, Milinkovic è arrivato molto dopo, ha svolto solo la seconda parte della preparazione per via dei Mondiali, è imballatissimo. Parola di Inzaghi. Aggiungiamo noi: una delle alternative, Berisha, si è fatto male. Fortuna mia, fatti capanna. 

Ora capitolo II: le cose positive senza grosse attenuanti. Badelj in mezzo al campo mi è piaciuto molto: è coraggioso, ragiona, ha un bel tocco felpato. Chiaro, non ha il dinamismo prepotente di Allan o gli strappi di Zielinski, ma lo dico ora: questo qui è un titolare. Non è uno venuto a fare il poggiapiedi di Leiva. Bene anche Acerbi: si è mosso con autorità, ha retto bene, sbagliato pochissimo. Nel post partita, di fronte a decine di cellulari tutti zoomati su di lui, ha parlato da leader. Benissimo Immobile: un pallone e mezzo giocato davvero, ed è uscito un gol meraviglioso (un po' alla Chinaglia, passatemi la provocazione) e un gol sciupato nella ripresa. Ricomincia da dove ha finito: in stretta osservanza del feeling con la porta, una specie di talebano del gol. Tutti puntano su altri capocannonieri, lui intanto ha già segnato.

Ora, capitolo III: Inzaghi. Qualcosa ci ha già detto: che la formazione messa in campo non l'aveva proprio programmata così. Durmisi è rimandato, ed è già una notizia: Caceres ha suscitato sensazioni ambigue, gli ho cambiato voto 16 volte, forse mi è piaciuto, forse no, comunque non è il suo ruolo. Quello che dovrebbe giocare in quel ruolo, non ha evidentemente le spalle abbastanza larghe tatticamente barra carattere barra qualità bastevole per giocare la prima da titolare. Normale o grave? Normale, è alla prima in A, è tutto diverso. Aspettiamo. Correa, da rivedere. Qualcosa di carino, qualcosa di pretenzioso. Quello che ci aspettavamo.

Lettura della partita: Ancelotti è un volpone, ogni mossa veniva calibrata al millimetro. Ha l'occhio lungo, Carletto: Inzaghi spostava una pedina, e lui cambiava giocatori, mosse, disposizioni. Si è dovuto inventare a 4 dietro, Inzaghi, per facilitare pressing, uscita palla, perfino un qualche possesso. E trovare il palo di Acerbi, inutile, e che fa gridare alla sfiga barbina e malevola. Forse avrebbe meritato la X, forse no: certo è che ci sono tanti gradini di differenza con il Napoli. Lo dimostra ogni scontro diretto, Sarri o non Sarri. Bisogna riflettere su questo: è un gap che prima o poi colmeremo?

Ora, capitlo IV: condizione. Mi sono sembrati tutti un po' imballati, e vivaddio, siamo alla prima di campionato. Fatemi dire che c'è qualche differenza con l'anno scorso: quella vista in Supercoppa, e non solo, era una Lazio lucida, tirata a lucido, veloce, brillante. Non è questa Lazio. Probabilmente si sono fatti calcoli diversi, per rendere al meglio in momenti diversi. Speriamo.

Cosa ci fa concludere la prima giornata di campionato? Che forse su alcuni difetti bisogna lavorare, soprattutto nella gestione, faticosa, e in alcuni episodi. Certe misure vanno ancora prese, un po' di delusione può starci, ma è solo l'inizio. Francamente, mi sento di dare un consiglio ad Inzaghi: uomini giusti al posto giusto, senza inventarsi niente. Non è la prima giornata, con tutte le sue attenuanti, a far naufragare fiducia e mezzi. Se ci sono, usciranno fuori. Escili, Inzaghi, perfino con calma. Non è da Napoli o Juve che si giudica un campionato. Poi, diciamolo tra noi, ci sta tutto, comprendiamo la squadra. Ok Sheva, ok Camoranesi. Pure la Leotta in tribuna, dai, è roba da far tremare le gambe a Conor McGregor. Tremanti ok, queste gambe, basta che poi comincino a correre.