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La Lazio batte il Bari 2-0 e supera l'ennesimo esame importante verso l'obiettivo prefissato. Quale? Non si sa. No, perché se da una parte si continua a dire che 'mancano 24 punti alla salvezza', dall'altra c'è la consapevolezza di essere una squadra che può puntare più in alto, molto più in alto. Non è un caso infatti che al tecnico sia sfuggita dai denti la parola Europa. Finora la squadra biancoceleste ha superato tutti gli esami che ha trovato davanti a sé, dai più ostici, quelli con Milan e Fiorentina, a quelli meno impegnativi come quello che ha presentato la gara contro il Bologna. Ne arriveranno altri, la laurea è ancora lontanissima. C'è il Cagliari domenica, poi l'altra rivelazione Palermo e il derby.

Contro il Bari, Reja ha nuovamente disegnato la squadra con un modulo diverso, atto a bloccare ogni attacco dei galletti: il tecnico sapeva che pressare i biancorossi poteva essere lo sbaglio più grande, perché la velocità degli avanti poteva impensierire la difesa laziale. Infatti zero tiri in porta per i pugliesi, un palo arrivato su un'azione di calcio d'angolo e nulla più. Muslera senza voto, la difesa ancora una volta eccezionale, il muro innalzato da Dias e Biava al centro sembra quasi insormontabile. La Lazio non rischia quasi mai, Radu a sinistra non sta facendo rimpiangere Kolarov - anche se ha caratteristiche completamente diverse - e Lichtsteiner ha sette polmoni: propositivo in fase offensiva, attentissimo in fase difensiva, anche lui è cresciuto molto con i consigli di Reja e il suo impegno.

Difficile trovare nella Lazio un giocatore che non sia il migliore in campo: Brocchi è il motore, Ledesma il metronomo, Mauri ed Hernanes gli uomini in più. Zarate pur non brillando anche domenica ha fatto una buonissima prestazione di sacrificio (infatti a fine partita era quasi sfinito): ha corso per due, come mai aveva fatto, ed è anche andato vicino al gol. Infine Floccari. Trovatemi voi un attaccate che abbia le sue stesse doti? L'attaccante biancoceleste abbina un senso del gol da punta pura ad una tecnica sopraffina: doppi passi, velocità d'esecuzione, copertura della palla straordinaria. Insomma, come Reja ama dire, il 'boia di Vibo Valentia' è un regista offensivo.

Per concludere poi ci sono le alternative, che sono di tutto rispetto: c'è una 'Lazio bis' che sembra essere addirittura più forte delle squadre costruite da Lotito da qualche anno a questa parte: Rocchi (che non può essere considerato una vera alternativa), Berni, Bresciano, Kozak, Cavanda, Stendardo, Diakitè, Matuzalem, Foggia e altri ragazzi ancora da scoprire come Gonzalez e Garrido. Per arrivare fino in fondo mancano ancora molti esami, e Reja da buon professore alterna metodi duri a carezze da padre. Il giusto mix per una squadra che è all'inizio di un percorso di maturità che potrebbe portare a risultati importanti.