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Siete davvero pronti? Contro l'Empoli tutto il manifesto in lungo e in largo di quello che sarà il 2022 della Lazio. Sarri che mastica rabbia, noi che ci mastichiamo parole addosso, paura, dolore, forza, estasi, entusiasmo, tifo. La partita in cui finalmente la società fa prezzi popolari e la risposta del pubblico c'è, e si sente, la prima di questo 2022 contro un Empoli forte, arrembante, ben organizzato e con belle idee (Andreazzoli a Roma è un meme, come spesso accade invece altrove sta facendo molto bene), la prima rischia di essere esemplare, una specie di guida galattica per tifosi con problemi di cuore. E si parte subito col calcio vero, intenso, bello, emozionante. Al netto di tanti orrori visti, quello che mi piace. 

FORTE, DANNATAMENTE FORTE - Si parte subito forte con 3 follie difensive (almeno 2 da Oscar dei broccoli, dei brocchi, di quello che vi pare), una cosa zero cervello di Strakosha dopo tocco no sense del suo connazionale Hysaj (per inciso, una volta Tare ci dovrà spiegare la differenza di concentrazione tra i suoi acquisti all'estero e gli italiani, che spesso teorizza, penso sia tutta qui). Poi di tutto: ne prendiamo un altro un po' sfiga un po' solito immobilismo, rientriamo dentro grazie al solito Immobile ma anche per il gioco, la voglia, l'intensità, le idee, il forcing. Ma non basta, questo 2022 ci regalerà anche una delle classi arbitrali più inguardabili a memoria di uomo.

IL SIGNORINO ARBITRO - Il signorino arbitro sul 2-3 (sì, avevamo pareggiato, poi mister PRETENDO 2,5 milioni Luiz Felipe si fa fare un tunnel da Marchizza, e già da ridere così) su una fattispecie non semplice (non ci ho capito niente dopo 50 replay) prima dà il gol, indicando il centrocampo e fischiando, e poi no, scusate, vado a rivederlo e lo tolgo. Qui non c'entra manco la caratura arbitrale, ma qualcosa si deve essere spezzato nel fragile equilibrio psicofisico nel nostro, completamente nel pallone. Toglierlo ci sta, farlo così è picconarsi l'autorità da solo. Ma non basta perché poi ci dà un rigore, Immobile lo sbaglia. E non contenti di averci già condannato a pene terribili nel girone dei sacramentisti, Milinkovic Savic allo scadere la pareggia pure. Una roba così è il manifesto del 2022 che ci aspetta, SE.
I SE - Mi sento di dire una cosa: qui più che un calciomercato serve il primo Lotito, quello dei 9 acquisti a casaccio. Dateci un pacchetto di figurine, li prendiamo tutti e proviamo a sistemare questa specie di scempio tecnico nella fase arretrata. Il problema è che prima i limiti erano mascherati, occultati da pochi metri, atteggiamenti cauti, massima attenzione al collettivo e decisioni da prendere nei piedi dei giocatori - pochi - coi piedi buoni. Ora con Sarri viene al pettine la dabbenaggine di chi ha creduto che lo schema di Inzaghi e la sua protezione totale potessero valere per sempre. Sarri mette i suoi e ci mette di fronte ai limiti di questa rosa, che sono i limiti e le bende sugli occhi di chi l'ha costruita, il signor Igli Tare. E, commozione su commozione, è anche lo stesso che la dovrà aiutare, ammesso che sia in grado. 

SE SARRI - Ecco mi sentirei di fare però una piccola richiesta al nostro caro amico Sarri. La vorrei fare per puro istinto di sopravvivenza: con 6 mesi così, le coronarie me le gioco. Maurizio, chiedi qualcosa dietro. Sul resto ci siamo, ma chiedi qualcosa dietro. E sistemali un attimo, con queste punizioni difensive con 16 dei loro soli al limite dell'area, noi chiusi a zona e tutto il mondo fuori. E l'altra richiesta riguarda Luis Alberto, so che a molti tifosi non piacerà: è totalmente folle, ad un certo punto prende la palla e la scalcia fuori perché rosica, totalmente fuori controllo ma è il nostro più forte coi piedi. Nel nom del sacro dogma de "il più forte sia sempre benedetto e che lui ci aiuti" faccia qualcosa per metterlo ancora più al centro. Lo inviti a cena, lo adotti, prendete un cucciolo insieme: se il 2022 sarà così folle, che Luis Alberto sia con noi, e con lui MIlinkovic Savic ed Immobile. E che sia con noi pure un cardiologo bravo, ma davvero. Siete pronti?