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Notizia dell'anno forse: il Newcastle è stato acquistato da consorzio PIF, che non è un personaggio noto in Italia ma un accordo tra vari imprenditori. E ovviamente, dietro, c'è la longa manus di Mohammad Bin Salman, membro della famiglia reale Al Saʿūd, figlio dell'attuale re Salman, principe ereditario, Primo Vice Primo ministro e ministro della Difesa dell'Arabia Saudita. La Premier League dice, bontà sua, che il Newcastle non è stato comprato dall'Arabia Saudita, ma il dubbio viene. Sempre quelli dei diritti negati ai lavoratori per costruire gli stadi, sempre quelli di Kashoggi, giornalista dissidente ucciso e fatto a pezzi. Sempre loro. Eh, ma la Lazio? Dal Lazio Twitter - ma pure alla radio - il discorso è lo stesso: cosa ha il Newcastle più della Lazio? Perché non possiamo sperare che uno sceicco sfili la Lazio a Lotito?

MA LA LAZIO NO - Ma la Lazio no. Non voglio fare discorsi semplicistici, ma che il nostro Iron passi la mano mi sembra un discorso un po' bislacco. Di recente è stato letteralmente costretto a mettersi a svendere la Salernitana da regole che il nostro ben sapeva, ma che forse andavano discusse con maggiore calma prima, per evitare lo svilire di uno piazza intera. Lo stesso che ha affidato uno dei suoi gioielli ad un Trust, e ancora non riesce a vendere, dovrebbe secondo voi accettare la proposta di uno sceicco? Amo le vostre speranze, sono preziose, ma un po' ardite. Può succedere? Certo, il nostro è sensibile ad un certo fruscio. Ma che poi succeda, la vedo complicata. E qui vado a rispondere alla domanda: la Lazio non è il Newcastle per molti motivi, ma il primo è banale. Non gioca in Premier League. E ha Lotito.
LA PREMIER TIRA - La Premier League tira. Si tratta letteralmente del campionato più guardato, sponsorizzato, ammirato al mondo. Si gioca su altri livelli di investimenti, sponsor, stipendi, tutto. Se avessi i soldi e il pelo sullo stomaco di Bin Salman, andrei là, e lo fareste anche voi (forse lo fate proprio, a Fifa 22). Ebbene, detto ciò l'altro piccolo problema è proprio la macelleria messicana industriale che è diventata il calcio italiano. Una Lega litigiosa e piccola di idee, una FIGC che caccia letteralmente Lotito (ma il nostro lo sapeva), e che passa con il trattore sopra le sentenze tamponi. E la meravigliosa stampa nostrana, che definisce Salman quello col castello più costoso del mondo. E se ne infischia dei sicari sicuramente meno costosi che hanno letteralmente fatto a pezzi un collega. Bontà loro, non è Salman l'unico ad avere pelo sullo stomaco. 

LA FAVOLA CITY TIRA DI PIU - Tutti vogliono bissare la favola City, ma tutti quelli che ci provano in Italia, e investono, prendono mazzate in faccia Ogni tanto ripenso a Pallotta: arriva, prova a fare lo stadio, viene coinvolto in un nubifragio tecnico e sociale, con avvisi di garanzia, errori, il 26 maggio. Ecco, ci vuole la faccia tosta di un Friedkin o la spensieratezza di un Commisso per fare calcio con questi tipi qui, ci vuole tanto coraggio per investire nel nostro calcio. Io sono uno di quelli che vorrebbe davvero migliorare questo sistema paese, ma da tempo ho capito che il nostro calcio del sistema paese ha mutuato con disinvoltura storture e spiacevoli abitudini, ignorando spesso tutto il resto che invece c'è di bello. Io in questa perenne macchina del fango - la Lazio ne sa qualcosa - infarcita di politica, cose sconvenienti o sconce (tipo paragonare i fischi di Donnarumma al razzismo) e incapacità di preservare banalmente i primi fruitori, i tifosi, non entrerei proprio. Perché la Lazio non è il Newcastle? Lotito avrà qualche colpa in questo, ma tutto il resto ci mette del suo. Tanto del suo. Troppo.