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Ma davvero già c'è il derby? Cerchiamo di distrarci. Il mercato della Lazio alla "Benjamin Button" sta per concludersi. Ma in realtà, viene da chiedersi se non sia nato già vecchio, maturo. Di fatto Tare si è mosso subito, ha messo a disposizione ad Inzaghi gli elementi che aveva intenzione di prendere, finanziato - più o meno - dalla cessione di Pedro Neto e Bruno Jordao in Premier. Al netto di quelle cessioni - anticipate dal riscatto dei 2 - la Lazio per questo mercato, ad essere generosi, ha investito solo in Vavro, praticamente. 

SORTEGGIO TOSTO - Che poi il derby è quella partita talmente atemporale, che quasi lo fa sparire il concetto di tempo: puoi pensarci per ore, puoi viverlo in un secondo o in un'agonia di minuti. Il tempo sparisce: Roma si svuota, si riempie, acclama e si spegne con il passare di poche ore. Tutto in così poco tempo, l'attesa accaldata, la partita, il calciomercato ancora aperto. Pensate: ci sono stati pure i sorteggi di Europa League. E non sono proprio felice, non del tutto: la Lazio ha pescato un rognoso Celtic - ma che trasferta meravigliosa - un Rennes molto talentuoso e insidioso, più un Cluj piuttosto arcigno. Insomma, non sarà una passeggiata, bisognerà giocare con molti, o tutti, i titolari. Un girone-materasso avrebbe permesso ad Inzaghi un po' di turnover, ma c'è il derby, e vedere quella pallina girare sembrava quasi fuori luogo. 
SHOPPING NON SELVAGGIO - Che poi, la squadra di Fonseca è difficile da decifrare, il che significa incognita, il che significa bando a questo entusiasmo, che è bello, ma non bisogna mai dimenticare cosa significa il derby. Una svolta in un sentiero che non sai dove ti porterà, ma sai solo che sarà intenso, incredibile, capace di scalfire. In un'epoca senza emozioni, che le rifugge, le scansa, i tifosi si sottopongono a questo bagno rituale in un Gange speciale, nello stadio Olimpico. Ma davvero c'è già il derby? Cerchiamo di distrarci. Tare si è dato allo shopping non selvaggio: un mercato chirurgico, perfino risicato. Nel senso: aver preso la scommessa Adekanye a 0 e Jony a 2 (per ora a 0 pure lui, visto che Al Thani si è impuntato) fanno sì che i calcoli su quanto abbia speso la Lazio siano un po' inquinati. Ma è certo che il Sassuolo abbia speso di più, e non voglio addentrarmi sulle altre che lotteranno per la Champions - penso a Inter e Napoli, più che a Roma e Milan - perché sennò si entra in un altro universo. Ora, a livello di investimenti o è il mercato più intelligente e furbo dell'universo, o gli altri sono più furbi di noi che 'strisciano' la carta e ieri si sono fatti i sorteggi Champions. 

MERCATO ALLA FINE - Questo derby con le infradito la Lazio non potrà viverlo con la testa scema. Dovrà farsi trovare pronta, incattivita, prestante. Perché ogni singolo minuto, ogni gesto, ogni dettaglio potrà fare la differenza. Oh, i tifosi lo sanno. Studiano la giornata al millimetro: c'è chi prevede di partire verso lo stadio già dal mattino. C'è tutta la tensione di una giornata di commemorazione, perché tale sarà. C'è tutta la tensione di un mese duro, con un braccio di ferro con la Questura che di certo non è del tutto promettente in termini di ordini pubblico. Ma c'è anche tutto il sapore ferrigno di una partita difficile da decifrare, pazzesca da vivere. Di quelle che poi, tornando a casa, tutti - fidanzata suocero moglie, vicino portiere del palazzo - ti chiedono: ma c'eri? C'ero. Ma cerchiamo di distrarci. Il nostro mercato, ora arrivato ad una fase prepuberale, sta per lanciare i suoi primi-ultimi vagiti, e saranno debolucci. Nel senso: si punterà ad una serie di operazioni di contorno + Durmisi. Wow, mister Tare, che bomba. La coperta non è abbondante - eufemismo - in attacco, considerando l'Europa League, e il rischio di ritrovarsi a fare i conti con le "emergenze" è davvero alto. Sarebbe curioso poi capire se le "emergenze", già annunciate ad agosto da un mero calcolo fatto con le mani - possano poi chiamarsi così quando avvengano, se poi sia lecito sorprendersi, meravigliarsi, mostrarsi affranti dalle acrobazie di Inzaghi per provare a portarci in Champions. Lo dico ora, che c'è grande entusiasmo, la Lazio gioca bene, Inzaghi sembra veramente credere all'anno 0, ad un nuovo inizio. Sarebbe stato lecito chiedersi se, visto che questo mercato è nato già vecchio, se non sia il caso di dargli una svegliata. Ma dorme così bene, sembra un quasi un bambino, meglio lasciarlo stare. Non svegliamoci troppo bruscamente, altrimenti c'è il rischio di ricordare all'improvviso che domenica c'è già il derby. Certe partite ad inizio campionato dovrebbero vietarle. O forse dovrebbero essere tutte così belle.