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Ma non so se mi merito tutto questo. Dopo il derby vinto prendendoli a pallonate senza pietà e "mangiandogli il cuore", come saggiamente si legge su L'Ultimo Uomo, dopo i 6 cambi, la faccia di Fonseca mentre Pellegrini grida "Gianlu, è il sesto", dopo tutto questo, non credevo di meritarmi pure il gol di Muriqi, forse è troppo per me. 

NIENTE 6 CAMBI - Voglio dirlo: oramai mi aspettavo almeno di arrivare al 107, prendere un gol di testa da uno altro meno di 170 cm, o forse un cucchiaio. Almeno due rossi? Niente, nemmeno la soddisfazione di fare 6 cambi per ribaltarla. Alla fine il Dio del calcio ha deciso che questa settimana per la Lazio deve essere una totale baraonda, un Carnevale capace di ribaltare tutti i pronostici, le idee. E pazienza che sul tabellino Muriqi magari non finirà, ma penso possiamo essere tutti d'accordo che questa settimana sta stravolgendo i nostri canoni in maniera totalmente dadaista. Possiamo definirla la migliore del 2021? Forse sì, ma chissà.

UNA PARTITA CHE HA DETTO MOLTO - La partita contro il Parma ha dimostrato 2 cose fondamentali: la prima è che il derby stravinto è una cosa meravigliosa, ma c'è un po' un destino stagionale - o forse genetico - di questa squadra a cui bisogna prestare attenzione. Con un gol solo di vantaggio si soffre, si può fare la frittata, perfino dopo una gara che alla fine si stava vincendo con un certo merito. Ma diciamolo: è un po' una cosa che sappiamo della Lazio, e in generale sappiamo pure che fino all'ultimo ci proverà.  Ci aveva provato due volte, facendomi dire - ma lo so che l'avete detto tutti: questo non segna mai. Un palo, un pallone scaraventato sul portiere, una partita di sacrificio. Poi la zampata finale, finalmente un vero guizzo da attaccante d'area, il motivo per cui è stato preso alla Lazio: Muriqi deve fare gol, ma soprattutto evitarci una Coppa Italia come quella della Roma. Fallimentare, o comunque lunghissima dopo i tempi regolamentari. Ora finalmente posso parlare bene di Muriqi, segnatevi questo giorno. Arriva anche il momento di regolare i conti con le affinità e le divergenze con il compagno Tare e i suoi acquisti.
AFFINITA' E DIVERGENZE CON IL COMPAGNO TARE SUL MERCATO - Una veloce carrellata, perché Lazio-Parma è stata la gara che disvela un po' il mercato estivo. Pereira è un caso a parte, sembra veramente un giocatore vero quando fa le cose semplici e pulite. Akpa Akpro non fa mai male, continua a dare la sensazione di giocare da sempre ad alti livelli. Escalante può anche di più: è pulito, tecnico, intelligente. Può perfino fare di più. Fares qualcosa ha fatto vedere (ma penso sia ancora poco), ma in generale tutti mi sono sembrati positivi. E Dio lo voglia, che questo gol abbia il potere di scrollare da Muriqi tutto il peso di questo inizio di stagione, scongelandolo per bene. L'avevo detto in tempi non sospetti: Lulic non può essere il nuovo acquisto. Di fatto lo sarà, e rivederlo sul campo è tipo riabbracciare un vecchio amico di sempre con cui condividi un momento di vita eroica e leggendaria. Tipo un gol al derby della storia. Forse non siamo ancora pronti per la successione.

DIVERGENZA VAVRO - Siccome ha mostrato e dimostrato tanto questa partita, ecco rivedere in campo Vavro può farmi felice per lui come uomo, per il senso di rivalsa che sempre io spero sia premiato. Ma onestamente mi spaventa: servirebbe davvero un acquisto vero di Tare e Lotito in quel ruolo. Capisco che anche richiamare al cellulare Vavro per chiedergli di giocare dopo aver tentato di sbolognarlo già può essere considerato un bello sforzo. Pesava quel cellulare, lo so: ma per i prossimi due tre mesi forse ci meritiamo di meglio di un piatto freddo dell'altro ieri che già l'altro ieri non ci era piaciuto per niente. Con tutta la speranza di sbagliarmi pure su di lui.