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Edy Reja è sempre più leader, sempre più seguito dalla squadra. Il patto sancito con i giocatori, ora che ci sono i risultati, funziona alla grande. Si accetta ogni tipo di scelta senza 'mal di pancia' e senza discussioni; se c'è da fare rimostranze o se ci sono dei problemi il tecnico è disposto, come lo è sempre stato a confrontarsi, a parlare e a spiegare le sue scelte. I giocatori hanno accettato questa situazione, che dall'esterno sembra quasi utopia ma che, visto il 'sì' di chi va in campo, responsabilizza i calciatori nei confronti della serenità dello spogliatoio e soprattutto verso i tifosi.

Si è ritrovato lo spirito di squadra, da quando c'è Reja. Dal ritiro di Norcia si è passati da una probabile retrocessione ad un primo posto che sa di riscatto, anche se è ancora molto presto per fare progetti di successi. Ma la squadra segue il mister, ed è importante in un momento come questo, e lo sarà ancora di più quando ci sarà un calo di forma e i nervi saranno un pò più scoperti. La positività dell'ambiente e soprattutto dei risultati nasconde anche gli aspetti negativi, ma va bene così. In fondo i laziali hanno bisogno anche di vivere la propria passione con maggiore serenità, anche se passeggera. Arthur Schopenhauer diceva: 'La vita è come un pendolo che oscilla fra noia e dolore, con intervalli di piacere'. Visione sicuramente pessimistica della vita, che però - vista la Lazio degli ultimi anni - sembra corrispondere a realtà. 

E' un momento positivo che la gente laziale deve cercare di far suo senza pensare a quello che succederà in futuro, ma senza tuttavia tapparsi il naso, perché la gestione degli anni precedenti a questo non va dimenticata. Serve ancora molto affinché la situazione si ripiani: è un percorso lungo e lo sforzo dovrà essere fatto soprattutto da Lotito, sperando che venga poi considerato sufficiente da chi per la Lazio in questi anni ha sofferto, e molto. La squadra va, e la vittoria contro il Chievo Verona è stata una risposta importante a chi ancora nutriva qualche dubbio sul buon momento della banda di Reja. Ora serve continuità. La Lazio non deve vincere lo scudetto, quindi non ha necessità di rimanere lì in testa: i tifosi lo sanno, lo sanno i giocatori e la società. Si va avanti con questo spirito e con questa voglia. E 'quel che sarà, sarà!'.