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La Lazio vince contro una più che buona Udinese con  cura, con pazienza. Questa virtù è spesso sottovalutata nel calcio: pensateci, si parla spesso di fortuna, talento, errori, qualità, allenatori, ma mai della pazienza. Quella che spesso dovrebbe avere l'ambiente, e quella che ci vuole, a volte, per vincere partite cruciali. Non è un caso che l'Udinese sia andata così bene: la gestione Gotti è serena, ordinata, paziente, con buone soluzioni offensive e grande capacità di difendere (specialmente su calci piazzati). All'andata la Lazio aveva incassato una sconfitta durissima - una di quelle scuoti-ambiente, per dire. Al ritorno la vince con pazienza. E grazie ancora una volta ad un Marusic da rivalutare ogni volta. 

COSA STA DIVENTANDO MARUSIC - Marusic ad oggi probabilmente è uno dei protagonisti più positivi di questa stagione complessa, tanto bella quanto difficile. Lo abbiamo visto nel suo ruolo naturale e a piede invertito sull'altra fascia, perfino difensore. Io continuo a pensare che ci sia molto di meglio in giro, ma questo Marusic ha una grande dote: quando sta molto bene fisicamente è importante, ha gamba, sta in partita con concentrazione e grande forza. E decide una partita difficile da sbloccare. 
  
PAZIENZA IMMOBILE - Se ci voleva grande pazienza per portare a casa una partita intensa e di grandissima gamba (dopo eliminazione Champions e partita dal gran dispendio di concentrazione) dall'altra parte ora ce ne vuole con Immobile. Si trova in un momento della stagione un po' sterile, segna zero e corre tanto a vuoto. Deve avere pazienza lui, deve avere pazienza l'ambiente, si tratta di un giocatore indiscutibile, ora e sempre. Al netto anche del fatto che, nonostante questo mini blocco, ha messo dentro 14 gol in Serie A. Soprattutto deve avere pazienza lui. Sembra banale, ma pare faccia anche vincere le partite.

I CAMBI DI INZAGHI - Molto dibattuta a livello social la questione dei cambi di Inzaghi. La squadra nel secondo tempo ha faticato, ha sofferto, si è abbassata anche a causa dei suoi cambi, o nonostante essi. Si tratta di un problema atavico: ad un certo punto c'era la sensazione che Inzaghi volesse vincerla non facendo il secondo gol che l'avrebbe chiusa, ma facendo trascinare il pallone in avanti da Correa, in sfondamento tipo rugby. Un concetto un po' mesto e conservativo che ha causato più di qualche problema alla difesa e a Reina. Inzaghi in conferenza stampa ha detto che per 65' la Lazio ha tenuto bene il campo. Di certo, i suoi cambi non l'hanno aiutata. Forse più la monumentale partita di Radu (partitone anche di Milinkovic). A proposito di cose discusse: a me Leiva è piaciuto, altro lo danno per bollito. Sicuramente l'anagrafe chiama: un buon promemoria per Tare (che ha preso un discreto Escalante, che ho dubbio però che sia all'altezza del suo compagno). Altro singoli: Pereira molto bene, specialmente perché fa imbestialire mezza Udinese nel momento decisivo, nel finale. Con Musacchio siamo veramente al grottesco: entra per la solita fissa di Inzaghi sugli ammoniti al posto di un ottimo Patric, per poco non causa un rigore che avrebbe rovinato tutto. Non lo stiamo gestendo bene. E non è quello che ci serviva. 
CORSA CHAMPIONS - Ora quello che bisogna chiedersi è: la Lazio è in grado di competere con Juventus e Napoli per la corsa Champions? La Roma rientra anche in un discorso cittadino-magico in cui non voglio entrare, ma le recenti vittorie del Napoli dei big match - sta recuperando tanti titolari - e la caratura della Juventus - costruita comunque per altri obiettivi - fa pensare che questo obiettivo quarto posto sia davvero complicato un po' da fattori interni - i punti persi in mala maniera - un po' anche dalla concorrenza, molto agguerrita. Ora servirebbero eccome tutti gli interpreti di qualità. E uno, secondo me, ce lo stiamo perdendo / ce lo siamo perso.

PROBLEMA CORREA - L'altro problema della Lazio oggi infatti si chiama Correa. Al netto di una sua assenza sottoporta veramente imbarazzante per una seconda punta (Luis Alberto nel suo ruolo andatevi a vedere quanti gol fece), è entrato in campo in stile Felipe Anderson quando non gli andava. Inaccettabile aver perso tutti quei palloni, averli gestiti così male, aver aiutato così poco la squadra. Muriqi continuo a considerarlo un flop, ma ci ha provato, ha faticato, si è speso. Perdere un confronto con Muriqi - che ha palesato tante difficoltà, e forse sta cominciando a capirci qualcosa - già è immagine perfetta del momento di questo giocatore. Che potrebbe essere decisivo: a conti fatti è uno dei pochi che salta l'uomo, e senza di lui la Lazio perde tantissimo in qualità, e in questo fondamentale (oltre che nei fraseggi stretti). Questo Correa invece è evanescente, inconcludente, irritante. E dirlo dopo una vittoria penso sia solo una brutta aggravante.  Sembra che non gli vada molto: comincia a non andarmi di vederlo in campo.