Come si esce da un periodo nero che rischia di diventare crisi vera? Come se fosse un figlio troppo carico di aspettative. Il figlio con il padre che non è mai riuscito a fare medicina, e ora pretende dalla discendenza la cura per la sua frustrazione. La cura per la Lazio è liberarsi dalla gabbia di aspettative che un girone d'andata favoloso ha creato. Sapete che un tempo un'enorme quantità di uccellini veniva chiusa dentro le voliere? 

Ci aspettiamo tutti dalla Lazio tanto. Troppo. Che abbia sempre il pallone geniale, la giocata giusta, il passo a duemila. Ora la Lazio va più lenta e gioca un po' più alla rinfusa. Ha perso 4 partite di fila e Inzaghi è nel momento più delicato della sua carriera. C'è  un comprensibile nervosismo (Immobile le ha promesse a tutto lo Steaua, o come diamine si chiama, più o meno). Ma adesso è il momento di starsene calmi, rimanere uniti, e fare le cose piccole e giuste. Anche cambiando qualcosa: forse Inzaghi dovrebbe poter perfino pensare a tornare a 4 dietro.

Ci può provare, se serve a trovare maggiori convinzioni. Soprattutto ora deve tenere la barra saldamente: la gestione del caso Felipe è stata esemplare, rapida, Pulita. E Felipe ha cambiato il volto del match, al suo ingresso in campo. Avete presente quelle voliere piene di volatili? Ora la Lazio deve aprirle, lasciar fluire via pensieri negativi e sciocche recriminazioni. Regalarsi il lusso di non agire in funzione delle aspettative, ma ripartire dalle cose semplici. Ora non riesce nulla? Correre e fare il giusto il semplice il necessario. Il resto verrà, la complessa architettura barocca che ha consacrato per 6 mesi la squadra di Inzaghi tornerà a troneggiare sugli altri. Basta aprire le porte delle voliere e guardare un po' tutte le aspettative che svaniscono all'orizzonte. A terra si sta bene, col coraggio di piantare i piedi su certezze e gruppo. Come se fosse un figlio carico di aspettative: è sano, anche mandarcelo a quel paese, una buona volta per tutte, quel padre di 6 mesi meravigliosi.

Fare i conti con la grandezza è anche questo, crescere davvero è anche superare questo momento, e farlo senza falsi miti, eccessive pretese. Gli obiettivi sono chiari, alla portata ancora tutti. Anche senza carico di ansie, solo con quello che più di tutto piaceva della Lazio di Inzaghi: che considerava il calcio un gioco davvero divertente. Senza aspettative si campa meglio: se l'ambiente regge, se Inzaghi regge, se il gruppo regge, presto tutto questo sarà solo tabellino. Chi tirerà  fuori la Lazio da tutto questo? O tutti insieme, o nessuno.