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Di buono c'è solo la vittoria. La Lazio vista ieri contro il Cagliari non è diversa da quella di Bergamo, Sassuolo o Nicosia: una Lazio priva di gioco, di schemi e di tranquillità. Per tornare a vincere è servito un Klose finalmente ritrovato, un po' di fortuna ed uno striscione che fuori dallo stadio invitava i giocatori a rispettare i tifosi ed a tirare fuori gli attributi. Ma non sono solo queste le motivazioni di una vittoria ritrovata, forse il ritiro di Norcia pensato dalla società ha impaurito i giocatori, sì perché era tutto pronto nel caso in cui i biancocelesti non avessero fatto risultato pieno.
Serviva una vittoria e la vittoria è arrivata, sperando che venga data a questa un minimo di continuità di risultati, mercoledi a San Siro c'è il Milan e forse arriva nel momento meno consono, i diavoli scenderanno in campo con una grande voglia di rivincita dopo la gara di Parma, rivalsa che metterà a dura prova i ragazzi di Petkovic. Evanescente la prova di Ederson, di Felipe Anderson e Biglia che si limitano a non comparire soprattutto nel primo tempo, il numero 10 anche nel secondo vista la sostituzione con Klose. L'altro brasiliano gioca pochi palloni e non li sfrutta al meglio mentre dal nazionale argentino, in quanto tale, ci si aspetterebbe qualcosa di più, una qualche tipo di iniziativa che vada oltre il compitino del passaggio in orizzontale, persino su una punizione da trenta metri non si prende la responsabilità di mettere un pallone nell'area di rigore avversaria. Serve un Biglia più volenteroso, meno timido e che non si limiti a comparire ogni tanto in novanta minuti.
La Lazio vince, ma non convince ancora.