Commenta per primo

Alla fine della gara contro il Panathinaikos per tutti i tifosi il primo pensiero è stato lo stesso: il derby. Ma la convincente vittoria contro i greci più che un avvertimento alla Roma è una boccata d'ossigeno per la Lazio. Dopo quattro risultati non positivi, le due sconfitte con Fiorentina e Catania e i pareggi contro Torino e proprio contro i greci in Europa League, i biancocelesti ripartono alla grande. Era necessario uscire da un momento 'no' come quello che viveva la squadra sia sotto il punto di vista del gioco che psicologico.

Petkovic è riuscito a far sentire importanti anche i giocatori che finora hanno giocato meno. Kozak è stato devastante, Radu è andato bene e si è visto anche qualche sprazzo di Mauro Zarate. La partita è andata liscia come l'olio: i giocatori dal Panathinaikos hanno picchiato duro ma non hanno intimorito i laziali, che hanno risposto con il gioco e con i gol alla caccia all'uomo. Tre gol di ottima fattura in vista del derby che fanno ben sperare, anche se la stracittadina è una gara a sé, nela quale non contano né i moduli né le individualità, ma solo la determinazione e la volontà di vincere. 

Domenica in campo ci dovrebbe essere la Lazio più forte: i tifosi sperano nel gol di Candreva, in una marcatura del solito Klose, ma in realtà anche se dovesse segnare Marchetti o si vincesse con un'autorete andrebbe bene lo stesso. Chi segna al derby, e chi è artefice di una vittoria, entra di diritto nella storia. Razionalmente la Lazio sia in difesa che a centrocampo è superiore alla Roma: i giallorossi hanno una delle peggiori difese della serie A e a centrocampo a volte latitano, ma il derby sovverte le gerarchie. Dunque servirà concentrazione per dimostrare di essere migliori. In attacco forse i gallorossi hanno qualcosa in più, ma solo per la quantità: Klose, da solo, vale i tre rivali.