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Il campionato è iniziato da 12 giornate e la Lazio è lì, ad un punto dalla vetta e con qualcosa da recriminare nelle due gare precedenti a quella contro il Napoli. L'atteggiamento sbagliato della squadra e le scelte di Edy Reja contro il Cesena, un primo tempo regalato e qualche episodio arbitrale sfavorevole nella stracittadina contro la Roma. Nonostante questo, nonostante le due battute d'arresto, la Lazio è lassù, dove osano le grandi, dove il Milan la fa da padrone in vetta; i biancocelesti inseguono da vicino, e poi le altre. Dodici gare di campionato non sono tante, ma se si pensa che la maggior parte delle squadre sono state affrontate e delle cosiddette 'grandi' rimangono solo Juve e Inter, basta guardarsi alle spalle per capire che si è fatto finora un grande lavoro.

Reja e i suoi giocatori hanno prima dimostrato di saper giocare un buon calcio, di saper vincere e affrontare tutti, e infine anche di saper reagire ai brutti colpi e zittire i critici. Allora perché non si può pensare in grande? I presupposti ci sono tutti: manca ancora molto alla fine del campionato, ci saranno alti e bassi - è evidente -, ma come per la Lazio arriveranno anche per gli altri, e visto quello che stanno facendo le altre compagini il loro 'botto' farà più rumore, perché dovranno recuperare un numero maggiore di punti. L'obiettivo della Lazio non è lo scudetto, ma un piazzamento in Europa, meglio se quella che conta: è ovvio però che se la banda Reja dovesse essere nelle prime posizioni e con un minimo scarto anche a metà del girone di ritorno... ci si potrebbe fare un pensierino.

Napoli, Sampdoria, Fiorentina, Roma, Juventus, Inter, Milan, Genoa e Palermo ai nastri di partenza erano maggiormente quotate rispetto ai biancocelesti, ma vedendo ciò che accade in campo la maggiore organizzazione di gioco e di giocatori non sembra così abissale (milanesi a parte). E allora perché non credere in qualcosa di buono? Ormai la Lazio non può più nascondersi dietro un dito, né Reja dire quanti sono i punti che mancano all'obiettivo salvezza. Avere la consapevolezza dei propri mezzi deve essere, per Zarate e compagni, uno stimolo in più e non un nastro d'arrivo già tagliato. Parma, Catania, Udinese, Lecce e Genoa sono all'altezza; Inter e Juve saranno due finali, l'ultimo sforzo prima della fine del girone d'andata, per continuare a sognare, per lottare per qualcosa di importante.