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Puntare tutto su Luis Alberto e Correa, sapendo che molto dipende dalla sapiente regia di Inzaghi. La Champions passa da questo terzetto - con buona pace di Immobile, il fortunato fruitore della loro intesa.  Io se oggi potessi puntarci, diciamo un pezzetto di anima, lo metterei su questi due. Dopo le parole di Monchi, che di fatto allontanano Luis Alberto da Siviglia, tutto deve portare a rinforzare questo intreccio di tecnica e talento. Mi sento anche meglio: in questo momento la Lazio non ha la forza di trattenere Milinkovic Savic - ma la sua cessione resta comunque complessa - perché oramai la questione è quasi morale. Il serbo si merita una chance in una big di categoria superiore alla Lazio. E dobbiamo rassegnarci al fatto che ce ne sono. 

CORREA TIME - Ma it's Correa-time, e la Lazio lo sa. Credo che resistere alle lusinghe del Milan sia un atto dovuto: questo talentuoso argentino ha caratteristiche tecniche uniche, che lo rendono un giocatore che la Lazio deve mettere titolare. Poi il campo dirà se a ragione o meno, ma il titolare è lui. It's Correa-time: tutti gli altri si dovranno adattare.
LUIS ALBERTO SI ADATTA - Dopo averci rotto i cabasisi (qualcuno lassù in alto apprezzerà) con la storiella di Siviglia-maravilla, Luis Alberto ha un grosso onere davanti: dovrà apprezzare fino alla passione reale il ruolo in mediana. Non più interpretarlo, ma amarlo. Da questo amore dipenderà la sua stagione: se saprà cucire il gioco con Correa, caricando di passione tecnico-calcistica la trequarti, la Lazio avrà chance. Tanto più che ora ha due sfoghi niente male sulle fasce, due giocatori a cui piace molto proporsi, saltare l'uomo, crossare: Lazzari e Jony possono essere buoni amici di giocate dello spagnolo. Calciare il pallone è come l'estetica dello scrivere: se sbagli e hai il 10 salta all'occhio, ma se scrivi come Dio ti ha insegnato, il risultato sarà sempre la meravigliosa violenza di una nuova creazione. E Luis Alberto può creare calcio come pochi in Italia. 

TUTTO DIPENDE DA INZAGHI - Da Inzaghi dipenderà l'alchimia di menti e corpi. Mi sembra, dalle dichiarazioni fatte, che la Lazio abbia disputato una prima parte di ritiro serena, giusta, appetitosa. Chi l'ha seguita, ha voglia di vederla sul campo questa Lazio. Un po' come capita con Yazici: io penso che i sostituti di Milinkovic debbano essere due, uno tecnico e uno forte fisicamente. Caratteristiche che Milinkovic ha in abbondanza, ma che difficilmente si trovano nello stesso calciatore. A meno che non si spendano 30 milioni, ma questo è un'altra storia, un universo parallelo che non riguarda la Lazio. Il tecnico sarà Yazici, se tutto va bene, ma il piano di assalto alla Champions, passa per due buoni interpreti in mediana - se parte Milinkovic - e la regia sapiente di Inzaghi. E qui entriamo in un altro grande nodo stagionale. Se in lui we trust, poi dovremo anche difenderlo. Non sempre andrà tutto bene, e in quel momento, per quanto possibile, se davvero tutto questo stringersi intorno al mister nel momento della sua possibile partenza per il Milan è stato vero, reale, appassionato come è sembrato, allora bisognerà dimostrarlo di nuovo, e ancora, e ancora. Sappiate difendere Inzaghi: da questo dipenderà tutta la stagione, non solo dal calciomercato