C'è una sottile arte che va coltivata con cura, con certosina parsimonia, con una certa eleganza: è la faticosa strada che porta alla perfetta pazienza. In questa estate, di questa virtù, il laziale ha piene le tasche, i marsupi, i borsoni, le tende, l'ombrellone e il portavivande. A Roma la situazione è la seguente: l'ultima partita è servita a sancire la fine di un sogno. La razionalità suggerisce di rispettare un anno incredibile. La delusione suggerisce di mandare tutto all'aria fino a metà agosto. La paura di non ripetersi suggerisce di fuggire tutti. La pazienza suggerisce qualcosa, ma a bassa voce, non si capisce. 

A Roma il clima è chiaramente avvelenato dalla campagna acquisti massiccia portata avanti da Monchi, che, al netto di una cessione che si preannuncia dolorosa, ha addolcito l'atmosfera giallorossa con 4 colpi in rapida successione. I tifosi Lazio scorrono le pagine dei giornali, le app dei siti di riferimento, e leggono nell'ordine: il Galatasaray vuole soffiarci tutti gli obiettivi, presenti, passati e futuri, come se ci fosse stata una faida antica con Tare, ma una cosa primordiale, e volessero distruggere tutta la terra di mezzo. Poi si legge che Tare comunque un colpo a sessione di livello lo tira fuori (bontà sua), e i nomi che girano tutti si attestano attorno ai 6-7 milioni di offerta, e molto di più di richiesta. Ma il budget di 40 milioni, sventolato ad inizio mercato, diviso 7 milioni, fa almeno 5-6 acquisti? Offriamo 7 a tutti per arrivare a 40? O offriamo 7 a tutti perché senza cessioni di Felipe e Milinkovic più di 20-25 milioni non si vuole spendere? E in ultimo: offriamo 7 a tutti perché la Lazio si è sempre mossa su quelle valutazioni, e non intende cambiare idea?
Lo scudetto del bilancio, lo abbiamo capito, la Lazio lo ha stravinto da tempo. Non vivremo mai estati alla ricerca di fondi che investano, con proprietari cinesi che raggranellano 10 milioni, o grandi cessioni necessarie. Poi qualcuno ci spiegherà, di 10 milioni in 10 milioni, con quale logica si tratti un Falcao, o un Depay, ma sono dettagli. Al sentire la stampa, la razionalità suggerisce siamo solo all'iniizo, la delusione amplifica e chiede colpi, la paura di non ripetersi sa che il colpo Milinkovic riesce una volta a generazione. La pazienza suggerisce qualcosa, ma a bassa voce. Ah, di aspettare. Nessuno l'ascolta mai, ma suggerisce spesso cose giuste. Nessuno l'ascolta mai, forse la strada per raggiungerla è meno sensazionalista, meno eclatante, più faticosa. Serve ora, perchè bisogna aspettare. Senza dimenticarvi che l'attesa premia. Ma l'avete messa nel marsupio, nei borsoni, nelle tende, nel portavivande? Beh, usatela no?!?