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Tanto per. Breve recap ultimo giorno di calciomercato della Lazio: dopo aver fatto un braccio di ferro di un mese psicologico con Sarri (dico per ipotesi, ma seguitemi), Tare e Lotito si gettano per comprargli qualcuno. Qualcuno, proprio: cioè un profilo qualsiasi per provare a dargli qualche alternativa. 

UN NOME QUALSIASI  - Non un nome studiato per mesi, non una progettazione accurata. Una corsa folle contro il tempo, mentre immaginiamo un Sarri arrabbiato davvero. Parlavo di dimissioni: chi andrà via prima, Tare o Sarri? In quella ipotetica guerra di potere di cui accennavo fantasiosamente prima, chi vincerà alla lunga? Dimissioni: per me alla fine rimarranno tutti. Almeno fino a giugno. Poi si vedrà, e sappiate che l'unico ad avere mercato ha già fatto la Premier League. Mentre tutti i tifosi chiedono la testa di Igli Tare. O le dimissioni di Sarri per non avallare l'ennesimo mercato di gennaio scempio. Dico subito una cosa: chi un po' segue il calcio europeo Cabral dello Sporting lo ha sentito nominare. Un esterno sinistro galoppante, buona qualità, qualche infortunio di troppo. Ma appunto un buon giocatore. Il problema è finire la call per prenderlo alle 18.13, di corsa, chiuderlo alla fine perché tutto il resto, tanto, tanto resto ha detto di no. Man era l'unica alternativa, un giocatorino interessante dalla B. Questo Igli Tare stava offrendo a Sarri prima di virare su Cabral. Ripeto, non è questo il punto, ma l'altro acquisto.

IL VERO NODO - Seguitemi: poniamo il caso che ci sia un grosso braccio di ferro a Formello tra sfere di influenza e potere, poniamo il caso che un giovanottone robusto sia il casus belli, il deflagrare di una sostanziale differenza di vedute. Questo ragazzone non viene tesserato in estate, e a gennaio viene tesserato durante l'ultima ora di mercato, guarda caso poco prima di Cabral. Sembra, dico sembra, quasi l'unica strada per prendere un giocatore di una qualche levatura, questo tesseramento. Non devo spiegare a nessuno chi sia il suo procuratore, nemmeno devo spiegare cosa ci sia dietro, tra Marusic e soprattutto Milinkovic Savic. E questo è solo trasparenza, il resto come sempre è sotterraneo.

GIUDIZIO SUL MERCATO - Voglio dare un giudizio su questa sessione di mercato senza farmi travolgere dalla rabbia per una gestione del tempo scellerata, e un rinforzino tanto per (ho spiegato cosa intendo spero, il giocatore mi piace perfino, ma seguitemi). Voglio dire: serviva per forza un difensore centrale di qualità. Non è arrivato. Serviva un attaccante che sostituisse Immobile per l'uscita di Muriqi. Non è arrivato (da Formello parlano già di Pedro o Felipe falso nueve, cioè di nuovo tutto sulle spalle di Sarri). Nessuno di questi due obiettivi OBBLIGATORI è arrivato. Sono arrivati: un esterno d'attacco per permettere a qualcuno di fare il falso nueve e per dare una qualche alternativa non solo giovanissimo a Sarri, e un difensore. Guarda caso quel difensore ritenuto acerbo, già bocciato in estate. In 6 mesi deve essere all'improvviso diventato presentabile. Due obiettivi (facoltativi) su quattro. Siamo sul 5, pure generoso se ripenso al time management. Qua non si tratta di coprire o asfaltare nessuno, spero che il mio ragionamento sia chiaro.
CESSIONI OK PER ORA - Sulle cessioni mi dilungo poco: la Lazio di fatto ha provato a minimizzare le perdite di acquisti del tutto sbagliati da Tare, pagati caro, da Vavro a Muriqi. Si tratta di cessioni in prestito, con riscatti interessanti, per ora. Le cessioni contribuiscono a non andare su voti peggiori del 5. Per ora: se a luglio li ritroviamo in ritiro ad Auronzo di Cadore, saprete che questo ragionare cautamente positivo è decaduto in un mare di fango, solo molto più puzzolente. E Sarri come si trova?

E SARRI - Nel quadro che abbiamo ipotizzato all'inizio, l'unica speranza di questa squadra alla fine ha dovuto parzialmente dare ok a qualcosa che non voleva. In un quadro meno diplomatico, è arrabbiato nero. E sta dubitando di aver fatto la scelta giusto. Anche perché a lui serve programmazione, e questa sessione di mercato è la lampante dimostrazione che questa parola sia qualcosa che a Formello non hanno mai visto manco al binocolo.

Noterete che non ho mai usato le parole: "indice di liquiditá", che pure è stato decisivo in questo calciomercato. Non ho intenzione di dare scusanti o scudi, che sono roba da deboli: Tare sarà d'accordo con me, un direttore sportivo di talento ed esperienza agisce bene o al meglio in qualsiasi condizione, senza bisogno di scuse. Se vuole. Perché appunto è bravo, e deve dimostrarlo. Se è bravo davvero. Se vuole davvero.