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Scaramanzie pre-partita a parte, la Lazio non ha fatto altro che limitarsi a vincere il derby contro la Roma. Alla squadra biancoceleste serviva fare solo quello che sa fare per limitare la squadra avversaria e per portare a casa i tre punti. Nonostante fosse una stracittadina, gara tradizionalmente in grado di destabilizzare e limitare la squadra più forte, la Lazio ha dominato e ha lasciato il campo agli avversari per appena undici minuti: poi Hernanes e compagni hanno iniziato a giocare a calcio come sanno, e non c'è stata più storia.

Uno strapotere territoriale imbarazzante che ha tramortito tutto l'ambiente romanista. Più passavano i minuti e maggiore era la consapevolezza che la Lazio potesse far male e ribaltare un risultato che stava diventando bugiardo. Poi i due gol - Candreva prima, il solito Klose poi - hanno rimesso a posto le cose. Il gesto di De Rossi, vergognoso, ha solo dato il colpo di grazia alla Roma invece di darlo a Mauri, che peraltro si è vendicato sfruttando al meglio l'assist di Piris. Nulla di nuovo, dunque: tutto è andato come doveva andare, e come va da un anno a questa parte.

La Lazio vince il derby perché superiore e gioca meglio a calcio. Petkovic ha dato una linfa nuova, ma anche Reja nelle due stracittadine della scorsa stagione aveva mortificato Luis Enrique sul piano del gioco. Non c'è da stupirsi, allora: una Lazio più forte batte una Roma con evidenti problemi di gioco e caratteriali, con una difesa che fa acqua da tutte le parti, un centrocampo del tutto scollato e un attacco che in questo momento non ha altro che Lamela, un ragazzo di grandissime qualità mal supportate dal resto della squadra. Se poi De Rossi decide di dare l'addio alla Roma nel peggiore dei modi, e Totti di non scendere in campo, tutto torna: Lazio-Roma 3-2.