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Antonio Conte si aspettava decisamente di più e non ha alcuna intenzione di accettare gli imprevisti del mercato, come ad un certo punto aveva fatto Luciano Spalletti al suo primo anno di gestione. Il tecnico salentino mette il fiato sul collo a Marotta e Ausilio e non nasconde alcuna magagna, anche perché tenere sopito uno sfogo che avrebbe palesato già a Lugano risulterebbe assai complesso per un sanguigno come lui. Il linguaggio del corpo dell’ex ct è inequivocabile: sguardo costantemente basso per non tradire un nervosismo che non conosce quiete. Ci riesce solo fino ad un certo punto, quando al termine del discorso spalanca gli occhi e a mezza bocca mostra un sorriso beffardo che marca il perimetro del concetto più importante: “È necessario che, prima o dopo, le cose che abbiamo programmato e deciso insieme vengano rispettate”.

LE BORDATE DI CONTE - Da Singapore, dunque, fulmini e saette che hanno fatto tremare i muri in viale della Liberazione, dove Ausilio e Marotta lavorano per sciogliere gli intricati nodi che Antonio Conte ha portato alla luce in conferenza stampa: «Le difficoltà ci sono e sono difficoltà importanti, se mi chiedete di essere onesto penso che siamo in ritardo sulla tabella di marcia rispetto a quello che avevamo previsto, sotto diversi punti. Adesso dovremo accelerare anche perché siamo stati molto chiari nel preparare un piano sia in entrata che in uscita e oggi comunque soprattutto in uscita siamo molto in ritardo perché non è uscito nessuno. Quindi dobbiamo accelerare tutti e pensare che davanti abbiamo una strada in salita. Sono fiducioso, ma mi aspettavo che a questo punto fossimo più avanti. I problemi se ci sono vanno risolti e noi siamo in ritardo. Dobbiamo darci tutti una mossa, chi ha tempo non aspetti tempo. Sapete quanto per me sia importante avere a disposizione i calciatori per poterci lavorare, poi capisco che ci sono dei tempi, ma è importante che poi alla fine, prima o dopo, le cose che abbiamo programmato e deciso insieme vengano rispettate».

UNDER PRESSURE - Colpi violentissimi, difficili da assorbire. Visione omnicomprensiva: entrate ma soprattutto uscite, perché la società ha imposto a Conte di estromettere Icardi e Nainggolan dal progetto, ma di fatto né l’uno né l’altro sono stati ancora venduti e ciò influisce negativamente sugli acquisti di Lukaku e Dzeko. “Bisogna accelerare, chi ha tempo non aspetti tempo”. Conte lo ripete più volte in conferenza, parla con onestà e senza fronzoli, sbatte sul tavolo le complicazioni dell’Inter guardandole dritto negli occhi: “Se ci sono problemi vanno risolti”, non coprirli sotto al tappeto, come aveva provato a fare Spalletti due estati fa, quando a luglio aveva promesso colpi ad effetto e ad agosto si era presentato in conferenza nel tentativo di incolpare i giornalisti per i titoli di mercato. Conte non sembra disposto a una simile marcia indietro. Tutti avvisati. Ausilio e Marotta non temono brutte figure, anzi, sono attesi a Nanchino per la sfida contro la Juve e per quella data sono sicuri di aver sistemato molte delle grane che in questo momento tengono in ansia Antonio Conte. In casa Inter si lavora sotto pressione e da sempre questo è un elemento che permette di raggiungere gli obiettivi prefissati.