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Le milanesi hanno giocato e vinto, ora tocca alla Juve. Milan e Inter hanno spedito subito un messaggio chiaro e forte al campionato: chi vuole lo scudetto deve fare i conti con noi. Hanno dimostrato qualità differenti, ma nello stesso tempo e allo stesso modo un’identità chiara. Ecco, quale sarà l’identità, il marchio, la natura della nuova Juventus? E soprattutto avrà una forza sufficiente per competere con la coppia milanese?

Domande legittime alla vigilia del debutto in campionato dei bianconeri col Sassuolo. Domande che nascono anche dalle inquietudini delle amichevoli, perché si ha un bel dire che il calcio d’estate non conta niente poi però arriva il 4-0 dell’Atletico Madrid, che si aggiunge al 2-0 del Real Madrid, e l’estate bianconera diventa turbolenta. Anzi, per quanto si ascolta e qua e là si legge, l’estate difficile è quella di Massimiliano Allegri, già finito nel mirino di una parte della tifoseria che non lo ha mai amato. Certo, lo capiamo, è difficile amare un allenatore che ti ha portato solo 5 scudetti di fila e ti ha trascinato per due volte in finale di Champions, ma questo è il calcio e Allegri lo sa bene.
Ora però si fa sul serio e la Juve è chiamata a dare una risposta alle milanesi già in testa alla classifica. E’ una Juve molto incompleta e non ancora più forte della scorsa stagione. Prendiamo il centrocampo che nel triennio Sarri-Pirlo-Allegri ha fatto dei passi indietro mentre quello delle altre grandi faceva dei passi in avanti. Ecco, in questo momento il centrocampo bianconero è più debole di un anno fa. Per migliorarlo era stato acquistato Pogba, ma il francese è già fuori e ci resterà per un bel po’. Oggi Rabiot sta flirtando col Manchester United (e comunque il francese deve scontare un turno di squalifica), Arthur è in attesa di acquirenti, McKennie è infortunato, così domani contro il Sassuolo se Allegri vuole affidarsi solo ai “vecchi” deve schierare un centrocampo a due con Locatelli e Zakaria. Altrimenti, dentro Fagioli o Rovella.

A Max non resta che affidarsi all’attacco, al talento di Di Maria, agli strappi di Kostic (appena arrivato) e al recupero di Vlahovic che contro l’Atletico è apparso in netto ritardo di condizione. Mentre l’Inter è già fatta così com’è (parola di Inzaghi), il Milan lo stesso, la Roma pure, la Juve aspetta ancora i suoi rinforzi, aspetta un centrocampista di peso e un attaccante che non costringa Vlahovic agli straordinari. Un tempo, la Juve era la prima squadra a chiudere il mercato. Ma è un tempo passato.



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